03 Lug

Paradisi fiscali: il rientro dei capitali dalla Svizzera

Agenzia delle entrate e governo stanno mettendo a punto una soluzione per fare riemergere i patrimoni detenuti da oltre 10 anni all’estero. Un’occasione d’oro anche per chi vuole regolarizzarsi.

Avete ereditato negli anni un patrimonio all’estero non dichiarato al fisco e non sapete come fare mentre la morsa internazionale si stringe sempre più intorno ai cosiddetti paradisi fiscali? Detenete patrimoni all’estero da più di 10 finora sconosciuti al fisco e la vostra impresa alla canna del gas andrebbe ripatrimonializzata, o i vostri figli battono cassa? In questi casi e in altri analoghi, caratterizzati da patrimoni all’estero «storici», cioè costituiti da un decennio e non successivamente alimentati dall’Italia senza dichiararlo, quel che segue è diretto a voi.

La notizia è che c’è una strada da seguire per l’emersione alla legalità, ed è una strada conveniente. Più di quanto si immagini. Gode del consenso dell’Agenzia delle entrate, perché è basata sulle norme già vigenti e non richiede alcuna necessità di nuovi atti legislativi. Conviene a quei contribuenti che vogliano legalmente utilizzare parte almeno di un patrimonio altrimenti intangibile, senza compiere reati. E conviene anche all’Italia, assetata di entrate com’è. Vista la delicatezza della materia, ne scriviamo dopo avere sondato numerosi professionisti che lavorano sull’ipotesi, a cominciare dal tributarista Vittorio Emanuele Falsitta, il mondo degli intermediari finanziari, quelli svizzeri, naturalmente molto interessati, e i vertici dell’Agenzia delle entrate, il direttore Attilio Befera e il vicedirettore Marco Di Capua….

 

di Oscar Giannino – Panorama

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