23 Dic

Bentornata in patria, Prada!

Tra le tante società del Made in Italy che fuggono dalla madre patria, ve n’è una che ha deciso di andare controcorrente, tornando ad investire (e a pagare le tasse) nel Bel Paese. E’ niente meno che Prada, celeberrima holding milanese della moda.

Tramite un percorso di voluntary disclosure avviato da anni – come precisa lo stesso brand in una nota – Prada Holding, socio di controllo di Prada, e i suoi azionisti (la famiglia fondatrice e Patrizio Bertelli, Amministratore Delegato e marito della “guru” Miuccia Prada), hanno riportato in Italia “il baricentro delle attività”, rimpatriando volontariamente tutte le holding (circa una decina) situate in Paesi Bassi e Lussembugo.

“Siamo molto contenti di aver preso questa decisione strategica, coerente con la nostra volontà di investire sull’Italia”, ha commentato Bertelli.

Alla ferma volontà di tornare a puntare sulla Penisola si è aggiunta quella di regolarizzare i capitali detenuti all’estero. E’ infatti questa, in estrema sintesi, la voluntary disclosure, procedura poco nota in Italia che permetterà alla griffe milanese di avere rapporti chiari e sereni con il fisco.
Non a caso, si legge ancora nel comunicato di Prada, “l’attività è stata svolta mediante un costante confronto e dialogo con l’Agenzia delle Entrate ed ha consentito di definire gli obblighi fiscali conseguenti al rimpatrio della struttura estera avendo a riferimento gli ultimi dieci anni”.
Anche l’AD Bertelli ha sottolineato che il rientro “è stato possibile grazie ad un rapporto sereno e costruttivo con l’amministrazione finanziaria, improntato alla reciproca fiducia, condizione indispensabile per ristabilire quel rapporto di collaborazione, necessario per la ripresa del Paese attraverso la valorizzazione del patrimonio imprenditoriale, umano e culturale dell’Italia”….

 

Telborsa.it

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