Bentornata in patria, Prada!

Tra le tante società del Made in Italy che fuggono dalla madre patria, ve n’è una che ha deciso di andare controcorrente, tornando ad investire (e a pagare le tasse) nel Bel Paese. E’ niente meno che Prada, celeberrima holding milanese della moda.

Tramite un percorso di voluntary disclosure avviato da anni – come precisa lo stesso brand in una nota – Prada Holding, socio di controllo di Prada, e i suoi azionisti (la famiglia fondatrice e Patrizio Bertelli, Amministratore Delegato e marito della “guru” Miuccia Prada), hanno riportato in Italia “il baricentro delle attività”, rimpatriando volontariamente tutte le holding (circa una decina) situate in Paesi Bassi e Lussembugo.

“Siamo molto contenti di aver preso questa decisione strategica, coerente con la nostra volontà di investire sull’Italia”, ha commentato Bertelli.

Alla ferma volontà di tornare a puntare sulla Penisola si è aggiunta quella di regolarizzare i capitali detenuti all’estero. E’ infatti questa, in estrema sintesi, la voluntary disclosure, procedura poco nota in Italia che permetterà alla griffe milanese di avere rapporti chiari e sereni con il fisco.
Non a caso, si legge ancora nel comunicato di Prada, “l’attività è stata svolta mediante un costante confronto e dialogo con l’Agenzia delle Entrate ed ha consentito di definire gli obblighi fiscali conseguenti al rimpatrio della struttura estera avendo a riferimento gli ultimi dieci anni”.
Anche l’AD Bertelli ha sottolineato che il rientro “è stato possibile grazie ad un rapporto sereno e costruttivo con l’amministrazione finanziaria, improntato alla reciproca fiducia, condizione indispensabile per ristabilire quel rapporto di collaborazione, necessario per la ripresa del Paese attraverso la valorizzazione del patrimonio imprenditoriale, umano e culturale dell’Italia”….

 

Telborsa.it

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