22 Dic

Più Fisco sulle attività estere

Intermediari finanziari in prima linea nella lotta all’evasione fiscale internazionale, dopo la pubblicazione del provvedimento di attuazione del nuovo articolo 4, comma 2 del Dl 167/90 che ha introdotto nuove forme di tassazione alla fonte dei redditi e flussi finanziari esteri a partire da quelli percepiti dal 1° gennaio 2014 (provvedimento dell’agenzia delle Entrate 151663 del 2013).
L’estensione
Gli intermediari finanziari residenti soggetti alla disciplina dell’antiriciclaggio (banche, poste, fiduciarie, Sim, Sgr, Sicav, Imel, istituti di pagamento, Confidi e società di microcredito, eccetera) devono applicare le vigenti ritenute e imposte sostitutive sui redditi derivanti dagli investimenti detenuti all’estero e dalle attività estere di natura finanziaria non solo quando abbiano in custodia, amministrazione o gestione gli investimenti e le attività, ma anche quando comunque intervengano nella riscossione dei relativi flussi finanziari e dei redditi, così come già accade per alcune tipologie di proventi (conti correnti e depositi esteri, dei fondi comuni esteri, dei pronti contro termine e prestito titoli con controparti non residenti dei titoli atipici esteri, e delle polizze vita)….

 

di  Renzo Parisotto – Il Sole 24 Ore

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