17 Dic

Stop alle liti sulle violazioni all’RW

Abbandono del contenzioso sulle violazioni al quadro RW, non più sanzionato. È questa la nuova linea che adotteranno gli uffici dell’agenzia delle Entrate per le cause pendenti sulle sanzioni per le attività detenute all’estero.
Le penalità applicabili in caso di violazione degli obblighi di comunicazione e dichiarazione previsti con la compilazione del quadro RW sono state modificate integralmente con il Dl 97/2013, entrato in vigore il 4 settembre 2013. La nuova norma prevede, in generale, un trattamento più favorevole al contribuente, avendo ridotto o, in alcuni casi, eliminato la percentuale delle sanzioni dovute (si veda la tabella qui a fianco). L’agenzia delle Entrate, dunque, a livello centrale, ha dato precise linee guida per la gestione del contenzioso pendente in considerazione del nuovo sistema sanzionatorio.
Nella direttiva che «Il Sole 24 Ore» è in grado di anticipare, è precisato che in osservanza del principio del favor rei al contribuente vanno applicate le sanzioni più favorevoli previste, quindi, dalla nuova norma a prescindere da quando sia stata concretamente commessa la violazione. Nelle ipotesi in cui sia previsto un minimo e un massimo, la rideterminazione dovrà essere effettuata tenendo conto della gravità della violazione desunta anche dalla condotta del soggetto, che dovrà essere valutata dall’ufficio legale confrontandosi con l’ufficio accertamento.
Si pensi ad esempio a una violazione a carico di un intermediario, per la quale nella precedente formulazione della norma era prevista una sanzione del 25 per cento. Dopo la revisione, la violazione può essere punita nella misura che va dal 10 al 25% dell’importo dell’operazione non comunicata. L’area legale, dunque, potrà ridurre la sanzione solo dopo aver riscontrato con l’ufficio Accertamento se sia possibile applicare una sanzione inferiore.
Quando, invece, nell’atto originario era già stata irrogata la sanzione minima, gli uffici dovranno ricalcolare l’importo considerando il nuovo minimo previsto per legge. Si pensi ad una violazione legata agli obblighi di dichiarazione delle consistenze detenute all’estero. La vecchia norma prevedeva una sanzione nella misura variabile dal 10 al 50 per cento. Se l’ufficio nel primo provvedimento aveva già applicato il 10% (misura minima), ora dovrà essere rideterminata tenendo conto della nuova misura minima e quindi il 3% o il 6 % per paesi «Black list»….

 

Laura Ambrosi – Il Sole 24 Ore

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