28 Dic

Voluntary Disclosure, decisive le sanzioni

RIENTRO DEI CAPITALI

La collaborazione amministrativa con gran parte degli Stati considerati «rifugio» indirizzerà le scelte dei contribuenti

L’introduzione della voluntary disclosure in Italia parte dalla raccomandazione Ocse del settembre 2010 sugli offshore voluntary disclosure programmes previsti da 39 Paesi. L’idea di una voluntary disclosure è stata ripresentata dalla Commissione Europea nella comunicazione al Parlamento e al Consiglio 722 del 6 dicembre 2012 sul piano d’azione contro la frode e l’evasione fiscale. La disciplina nel provvedimento atteso per la regolamentazione dell’istituto – che finora in Italia è attivo solo nella prassi (si veda la circolare 25/E/2013) – contempla una serie di misure finalizzate a consentire il rimpatrio di capitali o comunque (e principalmente) la regolarizzazione dichiarativa e fiscale.
I contribuenti potenzialmente interessati, che avrebbero già da tempo voluto accedere a una piena discovery, in relazione ad alcune garanzie già previste dalla normativa vigente hanno evidenziato la necessità di una regolamentazione chiara del procedimento che garantisca una disciplina organica idonea a che sgombri il campo dai dubbi, specie sul versante …

 

Il Sole 24 Ore

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