23 Gen

Attacco incrociato ai paradisi fiscali

Lo scambio dei dati e la cooperazione amministrativa rafforzata contro il “furto” di ricchezza e base imponibile nazionale. Mentre in sede governativa si stanno accelerando i tempi per approntare le “coperture” legali per incentivare le procedure di voluntary disclosure, l’Italia sta portando avanti in questi mesi le trattative con numerosi Stati presunti o reali paradisi per siglare o rinnovare accordi fiscali. Accordi che possono avere la forma di Convenzioni contro le doppie imposizioni che includono un articolo in materia di scambio di informazioni aggiornato all’attuale standard Ocse, ovvero più direttamente la forma dei cosiddetti Tiea (Tax Information Exchange Agreement).
Per quanto riguarda le convenzioni entrate in vigore più di recente si segnalano quelle con Cipro, Federazione Russa, Malta, Singapore e San Marino (è stato ratificato il protocollo di modifica tra Italia e Mauritius). Per quanto riguarda le convenzioni firmate da Roma, ma che non hanno ancora concluso il percorso di integrazione normativa, ci sono quelle con Corea del Sud, Hong Kong, Lussemburgo e Messico. Invece, negli ultimi mesi sono stati firmati Tiea con Bermuda, Cayman, Cook Islands, Gibilterra, Guernsey, Jersey, Isle of Man.
Sul versante delle trattative in corso a tenere banco in questi mesi è stato essenzialmente il braccio di ferro con la Svizzera. Le soluzioni che saranno concordate con la Confederazione elvetica sono destinate a fare da punto di riferimento di futuri accordi con altre amministrazioni. A livello internazionale inoltre negli ultimi due anni sta prevalendo una tendenza a implementare modelli di scambio delle informazioni fondati su accordi multilaterali.
Le novità che vanno maturando in ambito Ocse, soprattutto in chiave Fatca, avranno un impatto anche sulla disciplina italiana delle black list, vale a dire quegli elenchi di paesi – caratterizzati da un tassazione sensibilmente inferiore a quella italiana e dalla mancanza di un adeguato scambio di informazioni – ai quali si applica la disciplina antielusiva diretta a colpire diverse tipologie di situazioni (dai trasferimenti di residenza alle operazioni intercorse tra imprese residenti e imprese situate fiscalmente in questi territori).
Attualmente sono utilizzate dall’amministrazione finanziaria italiana quattro black list e una white list. C’è la black list dedicata alle persone fisiche che individua una serie di Stati o territori con un regime fiscale privilegiato e stabilisce una sorta di presunzione di residenza (e quindi di tassazione) in Italia per chi vi si trasferisce (con l’inversione dell’onere della prova)….

 

di  Marco Bellinazzo – Il Sole 24 Ore

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