22 Gen

Rientro di piccoli capitali con prelievo a forfait

Nel provvedimento normativo che regolerà la voluntary disclosure in Italia – un decreto legge per il patteggiamento fiscale dei capitali in nero all’estero, pronto e annunciato dalla metà del dicembre scorso ma ancora fermo ai box – spunta anche una versione “light” per capitali (relativamente) piccoli. Allo studio del Mef c’è infatti una procedura standardizzata, ultra–semplificata e con trattamento forfettario che raggiunge l’obiettivo di «costi fissi e ragionevoli» e che – come e più della sorella maggiore – garantirebbe il contribuente da sorprese sul versante penale e quindi dalla retrodatazione dell’accertamento fiscale. Il target dei tecnici ministeriali, a quanto si apprende, è mirato su patrimoni da regolarizzare compresi nella forchetta di 500mila/1 milione di euro, che è poi il grosso della popolazione numerica – ma comunque non di ammontare – dei contribuenti “esterovestiti”. Il vantaggio della “mini–voluntary”, ammesso che passi indenne gli step di approvazione interna, starebbe nella semplicità della procedura e nell’applicazione di sanzioni “a forfait” (applicate su aliquote assimilabili ai rendimenti di capitale, 12,5 o 20%), risolvendo inoltre il problema della compliance fiscale dei piccoli risparmiatori e consentendo infine agli uffici periferici delle Entrate di evitare i problemi di calcolo dei grandi patrimoni (dalla ricostruzione dello storico ai movimenti infrannuali, le aperture di nuove posizioni, il calcolo delle aliquote di rendimento successive alla costituzione del deposito).
L’avanzamento dei lavori del cantiere “voluntary” è stato al centro ieri di una incontro promosso a Lugano da Unione Fiduciaria, non a caso su una piazza finanziaria che già ora sta facendo i conti con un quadro internazionale destinato a modificarne profondamente il dna….

 

Di Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore

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