26 Gen

Voluntary Disclosure, più che uno scudo uno scudetto. Invece serve uno shock svizzero

La tecnica è conosciuta.

Campagna politica e mediatica per far credere che veramente stavolta i paradisi fiscali abbiano le ore contate, per spaventare chi abbia soldi all’estero mai dichiarati nel modello RW del modello unico/730 per poi proporgli una soluzione amichevole, last minute, sotto forma di condono o scudo fiscale.

E’ già successo in passato, con lo scudo Tremonti, che produsse un discreto risultato di adesione volontaria a cui però non seguì alcun oscuramento dei paradisi fiscali (se non per il caso di San Marino): oggi ci riprova il governo Letta che spera di far rientrare almeno 50 miliardi di euro dei 200 che Bankitalia stima essere il Tesoro dei pirati fiscali italiani oltre frontiera. Viene da giorni annunciato come imminente un mega accordo di scambio informazioni con la Svizzera, il paradiso numero uno per l’Italia ma poche ore fa è stata anche lanciata l’ultima ciambella di salvataggio con la “voluntary disclosure” approvata in un decreto governativo.

Perché stavolta lo scudo è differente?

Perché stavolta, complice più la determinazione e la strada tracciata da paesi quali USA e Germania che non la blanda volontà italiana, forse un accordo con la Svizzera è davvero imminente e già da mesi sembra tirare un’aria nuova, magari più per le vie informali (oggi se un cittadino italiano porta una borsa di contanti in una banca a Lugano o Chiasso verrà cortesemente invitato a fare un bonifico in chiaro dalla sua banca in Italia, a meno che le borse diventino valigie, supponiamo…) che non necessariamente per le ratifiche formali tra parlamenti; e poi perché rispetto al regalo scandaloso di Tremonti che chiedeva solo una modesta tassazione degli interessi maturati sui capitali ma niente sull’imponibile sottratto al fisco, questa volta lo Stato Italiano chiederà indietro tutte le imposte non pagate sul 100% del capitale evaso, limitandosi a fare uno sconto sulle sanzioni amministrative e penali ma pretendendo tutta l’IRPEF non pagata quando i capitali si sono formati in Italia prima di essere trasportati clandestinamente all’estero. Quindi non parliamo di un vero e proprio condono e nemmeno di un grande scudo, diciamo che si tratta di uno “scudetto”.

Enrico Letta ha detto di aspettarsi una spontanea dichiarazione di almeno 1/4 dei capitali detenuti all’estero, piu o meno 50 miliardi di dichiarazione da cui potremmo aspettarci qualcosa tipo 15-20 miliardi di imposte arretrate….

di Paolo Landi – Panorama

Leggi su: http://blog.panorama.it/economica/2014/01/26/voluntary-disclosure-piu-che-uno-scudo-uno-scudetto-invece-serve-uno-shock-svizzero/

Lascia un commento