24 Feb

Rientro dei capitali -bis

Il bisogno aguzza l’ingegno, ma non sempre è buon consigliere. Per verificare se questa massima si possa applicare alle politiche che il Governo sta disegnando per fare cassa, potremmo partire dalla disciplina per il rientro dei capitali dall’estero.

Memori della pessima soluzione adottata sei anni fa, che prevedeva l’anonimato, una sanzione calcolata con percentuale irrisoria e un rischio di confusione sul versante penale, i nostri governanti pensano oggi a un meccanismo diverso, che fa leva sulla rinuncia alle sanzioni penali e su un favorevole trattamento amministrativo al fine di indurre al rientro capitali, stimati in qualcosa come 180 miliardi di euro. Questo dovrebbe garantire di non cadere ancora in un “flop” dei risultati ottenuti nonostante il ricorso a un meccanismo assai discutibile sul piano politico, prima ancora che etico.

La sanatoria si applicherebbe oggi alle persone fisiche e giuridiche e dovrebbe riguardare i capitali esistenti all’estero negli anni d’imposta che vanno fino al 2013 e non inseriti nell’apposito quadro della dichiarazione annuale (quadro RW). Il termine per rendere note le somme al Fisco scade il 30/9/2015, e cioè circa un anno dopo il termine per la dichiarazione relativa all’anno 2013. […]

 

di LUIGI MARINI – Magistraturademocratica.it

leggi su : http://www.magistraturademocratica.it/mdem/articolo.php?id=2044&a=on

One thought on “Rientro dei capitali -bis

Lascia un commento