25 Feb

Rientro, segnalazioni ai pm ridotte

«Per le attività della voluntary disclosure l’amministrazione finanziaria si impegna a un approccio sostanziale». Parola di Antonio Martino, responsabile all’agenzia delle Entrate dell’Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali. Una promessa, in pratica, di comportamenti improntati più al buon senso che alla formalità, pur nel rispetto delle indicazioni normative che governano il rientro dei capitali. Sia guardando al decreto legge 4/2014 sia alle altre norme che presidiano monitoraggio fiscale, presentazione delle dichiarazioni, calcolo delle imposte dovute e delle annualità accertabili.
Anche per la segnalazione post-disclosure dall’Agenzia all’autorità giudiziaria – aspetto che preoccupa professionisti e operatori – Martino ha fornito una posizione rassicurante: «La segnalazione avverrà solo per i fatti costituenti reato», ha detto alla platea, ricordando anche che la stessa attività di disclosure può portare a escludere alcune fattispecie. Ha infine voluto fugare i timori di approcci differenziati sul territorio, da parte dei diversi uffici: annunciando – una volta concluso l’iter di conversione del Dl – la diffusione di una circolare già in preparazione, Martino ha ricordato che si «prevede un’unica interfaccia e sei sedi periferiche, alle quali ci può rivolgere».
L’approccio tranquillizzante di Martino ha raggiunto i quasi quattrocento partecipanti che hanno affollato, ieri mattina, la sala Sara Bianchi presso la sede milanese del Sole 24 Ore, in occasione di un convegno dedicato proprio al rientro dei capitali. Convegno animato degli esperti di Telefisco Antonio Iorio, Marco Piazza e Benedetto Santacroce, e con le relazioni di Antonio Deidda (partner dello studio associato Kpmg) e Concetta Granata (Area private banking della Banca Monte Paschi di Siena). Alla platea, composta in prevalenza da commercialisti e avvocati, le dichiarazioni di Martino sono giunte come una rassicurazione rispetto ai non pochi punti critici che per ora accompagnano l’operazione di voluntary discosure. […]

 

di Mauro Meazza – Il Sole 24 Ore

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