26 Feb

Rimpatrio capitali esteri in Italia. Dallo scudo alla collaborazione volontaria

Dopo gli scudi fiscali in serie degli scorsi anni, stavolta a tentare di far rientrare i miliardi italiani detenuti all’estero sarà la Voluntary disclosure, la cosiddetta “collaborazione volontaria”. Lo strumento, fra gli ultimi adottati dal Governo Letta prima di essere pensionato da Matteo Renzi, è stato presentato ieri a Ville Ponti in un convegno organizzato da Fineco Bank e studio legale Russo De Rosa Associati. Varese non è una città scelta a caso, vista la vicinanza con la Svizzera nei cui forzieri si stima la presenza di 120-180 miliardi di euro italiani molti dei quali “profumano” di Varesotto.

Il convegno varesino ha visto la partecipazione di una sessantina di professionisti che dovranno aiutare chi, eventualmente, vorrà utilizzare il provvedimento fiscale per sistemarsi con l’Agenzia delle Entrate. “Chiaramente a seconda delle situazione di ciascun contribuente – ha spiegato Giampaolo Stivella, responsabile del progetto Fineco per la Lombardia – ci saranno gradazioni diverse di sanzioni. Si va da quelle più basse relative a semplici irregolarità fiscali relative al quadro RW, a soluzioni più complesse”. Stivella si riferisce al denaro più scottante anche se, senza l’introduzione del reato di autoriciclaggio, lo schema predisposto dal decreto sul rientro dei capitali rischia di essere incompiuto, come ha detto nei giorni scorsi Antonio Martino, responsabile dell’Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali (Ucifi) dell’Agenzia delle Entrate. […]

 

di Nicola Antonello – Infoinsubria

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