11 Feb

Voluntary disclosure, gli aspetti fiscali ai raggi

Sono ancora molti gli aspetti che dovranno essere chiariti nella circolare che si attende dall’Agenzia delle Entrate sulla disciplina delineata dal D.L. n. 4 del 28 gennaio 2014 sulla voluntary disclosure. Resta il fatto che per molti italiani è l’ultima occasione per chiudere i conti con il Fisco. Non aderire potrebbe costare molto di più. Regolarizzare un milione di euro frutto di evasione costerà tra l’80 e il 90 per cento. Quindi tra 800 e 900 milaeuro. Ma non farlo si stima, considerando tasse e sanzioni, costerà più del doppio. Ecco l’opinione del fiscalista Ernesto Casu dello studio Simmons & Simmons.

In senso lato la procedura delle voluntary disclosure conviene a chi molti capitali (ricchezze finanziarie ed altri beni) o a chi ne ha pochi?
La disciplina relativa alla collaborazione volontaria (c.d. “voluntary disclosure”), così come delineata dal D.L. n. 4 del 28 gennaio 2014, prevede che il soggetto (persona fisica, società semplice o ente non commerciale) che intende procedere con la regolarizzazione paghi tutte le imposte sui redditi prodotti negli anni “aperti” ai fini dell’accertamento tributario e connessi alle attività patrimoniali e finanziarie detenute all’estero, mentre le agevolazioni sono limitate esclusivamente agli aspetti sanzionatori. In caso di adesione alla richiamata procedura, infatti, le sanzioni relative alla omessa compilazione del quadro RW vengono ridotte alla metà del minimo edittale, al pari di quelle relative alla dichiarazione fraudolenta di cui agli articoli 2 e 3 del D. Lgs. 74/2000. […]

 

di Lucilla Incorvati – Il Sole 24 Ore

leggi su http://www.ilsole24ore.com/art/finanza-e-mercati/2014-02-10/voluntary-disclosure-aspetti-fiscali-raggi–194552.shtml?uuid=ABid2gv

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