05 Mar

MF ANALISI: ecco in quali casi conviene davvero presentare la voluntary disclosure

Sul piano fiscale, la voluntary disclosure, cioe’ l’autodenuncia degli asset detenuti all’estero, prevede la rideterminazione dell’imponibile dichiarato, per cui al reddito calcolato nel Modello Unico originariamente presentato dovranno essere aggiunti, per ciascun periodo d’imposta, gli imponibili conseguiti dalla gestione di quest asset. Ma a chi puo’ interessare questo provvedimento? Dal punto di vista sistematico distinguiamo fra chi abbia un interesse diretto a prendere in considerazione la richiesta di autodenuncia con chi abbia, invece, un interesse indiretto alla presentazione della voluntary disclosure. Nel primo caso, il diretto interessato alla presentazione dell’autodenuncia potrebbe essere: – il soggetto che disponga della documentazione integrale dei rapporti intrattenuti all’estero da presentare all’Ucifi che sara’ l’ufficio finanziario delegato alla valutazione della voluntary disclosure. Si ricorda che la presentazione di documenti falsi o incompleti potrebbe determinare l’avvio di un procedimento penale per il richiedente; – il contribuente titolare di patrimoni “esterovestiti”, conseguiti o gestiti nel corso degli anni, sui quali le possibili azioni di accertamenti sono inibite dallo scadere dei termini di prescrizione. A seconda della localizzazione fisica delle attivita’ e delle sanzioni comminabili, i periodi accertabili decorrono dal 2003 o dal 2005 in avanti; – la persona fisica che contemporaneamente sia titolare di patrimoni esteri che tuttavia non siano mai stati alimentati, anche tramite attivita’ economiche svolte in Italia. Infatti, in caso contrario, l’attivita’ o la societa’ che abbia contribuito alla movimentazione del conto estero potrebbe essere oggetto di una successiva verifica fiscale – penale; – colui che detenga patrimoni e/o beni all’estero e abbia dei redditi imponibili in Italia di scarsa rilevanza con, magari, ampi scostamenti rispetto al calcolo presuntivo, effettuato con lo strumento del redditometro. In questo caso, il richiedente potrebbe beneficiare di aliquote marginali Irpef contenute e sistemare la propria posizione ai fini del redditometro; – il soggetto che abbia ricevuto in eredita’ dei patrimoni finanziari consistenti che siano da regolarizzare, al fine di permettere il loro rientro fra i confini italiani; – la persona che gestisca dei patrimoni, solo ed esclusivamente, tramite investimenti di natura finanziaria dove, in questo specifico caso, a seconda dei periodi d’imposta, la tassazione avvenga con imposte sostitutive e/o con ritenute a titolo d’imposta. Esistono poi alcuni casi in cui e’ necessario e conveniente effettuare la voluntary disclosure poiche’, magari, un terzo abbia segnalato, all’interno della propria autodenuncia, delle movimentazioni finanziarie e economiche, a beneficio di un’altra persona fisica, la quale quindi dovra’ a sua volta presentare la disclosure per beneficiare delle agevolazioni previste all’interno del noto provvedimento. […]

One thought on “MF ANALISI: ecco in quali casi conviene davvero presentare la voluntary disclosure

  1. in effetti nelle voluntary disclosure (a differenza dei precedenti scudi, rientri e rimpatri) l’effetto più interessante, preoccupante e da analizzare a livello di rischio, è quello che chiamiamo “effetto ragnatela”.
    Magari sono indeciso sul fare o non fare la disclosure, ma ho pensato a cosa potrebbe/non potrebbe avere fatto il mio “legame” (parente, socio, amministratore, fiduciario, bancario, ecc..)?
    Questo è uno dei profili più importante da valutare.

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