08 Mar

Rientro capitali, governo a un bivio

Voluntary disclosure, provvedimento in bilico: se l’esecutivo non deciderà di porre la fiducia il testo è destinato a decadere. La Commissione spezza il decreto legge in due tronconi, pronto un Ddl alternativo

Nel giorno in cui la Svizzera assesta un altro colpo al segreto bancario “fiscale”, con conseguenze dirette anche per i depositi italiani, il destino del decreto legge sulla voluntary disclosure (4/2014) pare arrivato a un bivio.

Al termine di una settimana di audizioni per il «miglioramento» del testo sul rientro dei capitali, la Commissione finanze della Camera ha praticamente deciso di separare il decreto in due tronconi: conversione in legge per i provvedimenti straordinari legati alle calamità, da un lato, dall’altro stralcio degli articoli sulla “collaborazione volontaria“, trasfusi in un Ddl da depositare la prossima settimana alla Camera.

Vero è che la partita in teoria resta aperta, perché è essenzialmente una partita politica sulla quale il Governo potrebbe ancora porre la questione di fiducia, blindando il provvedimento in scadenza il 29 marzo prossimo. Tuttavia lo stesso Mef avrebbe preso atto delle difficoltà tecniche – e temporali – di tenere insieme un testo e un’impostazione attaccati su più fronti, e sul quale invece oggi l’Esecutivo potrebbe essere alla ricerca di un consenso parlamentare più vasto (in sostanza trovando l’intesa anche con Forza Italia). […]

 

di Intermedia

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One thought on “Rientro capitali, governo a un bivio

  1. e giustamente il bivio deve necessariamente essere politico.
    E pare che tutti i commentatori e parecchi professionisti siano a favore del condono.
    Forse però potrebbe davvero essere utile differenziare le evasioni vere e proprie dalle molte operazioni che evasioni non lo sono (o non lo sono più).
    Differenziare in termini di costo del rientro.

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