28 Mar

Il traffico di valuta cambia verso I soldi dalla Svizzera all’Italia

Alla frontiera di Chiasso otto casi scoperti nell’ultimo mese:
ma le somme fino a oggi non hanno mai superato i 200 mila euro in contanti

Il bluff, di questi tempi, è andato male persino a un campione di poker professionista. Aveva detto alla Finanza di non avere valuta da dichiarare ma i militari gli hanno sequestrato una busta con 50 mila dollari. Ma prima e dopo Filippo Candio, cagliaritano, nome noto agli appassionati del tavolo verde, la stessa sorte è toccata anche ad altri passeurs in transito al valichi tra Italia e Svizzera che trasportavano soldi di nascosto. Otto sequestri nell’ultimo mese, un ritmo da record, con un sorprendente comune denominatore tra tutti gli episodi: il denaro non stava scappando dall’Italia ma faceva sempre il percorso opposto, dalla Svizzera al Belpaese.

I rotoli di banconote nelle mutande
La rotta del contrabbando di valuta vira di questi tempi di 180 gradi e percorre sentieri fino a poco tempo fa impensabili. Certo, i circa 750 mila euro che nel mese di marzo a Chiasso sono finiti nella rete dei controlli delle Fiamme Gialle rappresentano poca cosa: poca cosa rispetto ai tesori ancora oggi nascosti da correntisti italiani nei caveau delle banche elvetiche (la stima complessiva è di 160 – 180 miliardi) ma poca cosa anche rispetto al bilancio 2013 dei sequestri di valuta.

Gli espedienti a cui i clandestini della valuta stanno facendo ricorso per sfuggire ai controlli sono quelli più conosciuti. Il già citato giocatore di poker li teneva in una normalissima busta e ai finanzieri ha dichiarato che erano frutto di una vincita al gioco (in effetti il profilo facebook di Candio, nei giorni precedenti al sequestro annuncia la partecipazione a un torneo al Casinò di Campione) ma non è stato creduto. Per il resto la galleria dei personaggi pizzicati è piuttosto tradizionale: vi compaiono l’imprenditore veneto che al volante di una Jaguar passa il confine con 61.500 euro cuciti dentro la giacca, il consulente finanziario che ne aveva infilati 170 mila nell’imbottitura del sedile dell’auto, fino a quello che, fermato per un controllo a bordo di un treno, ha dovuto estrarre due rotoli di banconote dalle mutande.
L’ultimo episodio due giorni fa, ancora una volta su un treno, protagonista una donna ultraottantenne che aveva nella borsetta 60 mila franchi svizzeri. Il profilo generale è comunque quello di piccoli risparmiatori – compatibilmente con i numeri della finanza elvetica – generalmente lavoratori autonomi, magari assaliti dal panico per le sempre più insistenti voci di tassazione sui capitali italiani depositati all’estero. […]

 

di Claudio Del Frate – Corriere della Sera

Leggi su: http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_28/traffico-valuta-cambia-soldi-svizzera-all-italia-e2e35b16-b640-11e3-ac02-19a792716bb3.shtml

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