03 Apr

Voluntary disclosure: la proposta di legge ignora il GAFI

Le procedure di autodenuncia che si stanno diffondendo in molti Paesi sulla scorta dei lavori dell’OCSE in materia di voluntary tax compliance dovrebbero sottostare a principi stabiliti dal GAFI riguardanti l’applicazione dei normali presidi antiriciclaggio. Tuttavia, la proposta di legge presentata il 31 marzo 2014 alla Camera non ne tiene conto.

In un mondo nel quale il GAFI è considerato ormai l’Oracolo dal quale promana ogni saggezza questo può comportare più problemi che soluzioni.
Le procedure di autodenuncia che si stanno diffondendo fra molti Paesi si allineano a standard formulati da organizzazioni sovranazionali: principalmente l’OCSE e il suo braccio antiriciclaggio, il GAFI. Gli interventi normativi fin qui abbozzati anche in Italia non si discostano da questa tendenza.
Ma c’è un’eccezione. Il disegno di legge (A.C. 2248 del 31 marzo 2014 ) che sostituirà l’art. 1, D.L. n. 4/2014, contiene infatti due parziali esoneri dalla segnalazione delle operazioni sospette. Uno per i professionisti, che vale limitatamente all’esame della posizione giuridica del cliente e all’assistenza nell’intera procedura, e uno per gli intermediari qualora, dopo aver acquisito tutta la documentazione della procedura, essi non rilevino elementi ulteriori e diversi da quelli contenuti nella documentazione acquisita. […]
di IPSOA

4 thoughts on “Voluntary disclosure: la proposta di legge ignora il GAFI

  1. Come sempre IlSole24Ore Plus 24 pubblica interessanti articoli sull’argomento.
    Antonio Criscione a pagina 10 fornisce un quadro chiaro per chi ha patrimoni esteri.

  2. … “la nuova norma per essere attrattiva dovrebbe depenalizzare non solo l’infedele dichiarazione ma anche la dichiarazione fraudolenta” … (cit.)

  3. il rientro dei capitali, attraverso il meccanismo della voluntary disclosure (da definire entro settembre 2014) da cui potrebbero affluire circa 2 miliardi di maggiori entrate …

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