05 Giu

Si sblocca la voluntary disclosure

La nuova veste della voluntary disclosure, nella versione rielaborata in Commissione, riparte dal testo del vecchio D.L. n. 4/2014, pur recependo alcuni aggiustamenti emersi in sede di confronto istituzionale.

Lo schema normativo, articolato in due proposte di legge (Causi per la maggioranza, che si aggiunge a quello del presidente della commissione Capezzone), introduce nell’ordinamento la disciplina della collaborazione volontaria in materia fiscale.
I soggetti che detengono attività e beni all’estero ed hanno omesso di dichiararli potranno sanare la propria posizione nei confronti dell’erario pagando le imposte dovute e le sanzioni (in misura ridotta). Per effetto della collaborazione volontaria sarà inoltre garantita la non punibilità per alcuni reati fiscali relativi agli obblighi dichiarativi.
Le proposte di legge intervengono sulle violazioni dichiarative commesse sino al 31 dicembre 2013, con possibilità di esperire la procedura fino al 30 settembre 2015.
Contrariamente alle indiscrezioni circolate nelle ultime settimane, le modifiche proposte escludono l’ipotesi di forfetizzazione fiscale, con un intervento limitato alle sole sanzioni.
Tra le principali novità figura l’allargamento della copertura penale, con l’estensione della non punibilità da disclosure anche ad ipotesi fraudolente meno gravi.
In particolare, nei confronti degli aderenti alla procedura di regolarizzazione, si prevede l’esclusione della punibilità per i delitti di cui agli articoli 4, 5, 10-bis e 10-ter, D.Lgs. n. 74/2000, nonché una riduzione fino alla metà delle pene previste per i delitti di cui agli articoli 2 e 3.

Si prevede inoltre la riduzione delle sanzioni in misura pari alla metà del minimo edittale nelle seguenti ipotesi:

a) se le attività vengono trasferite in Italia o in Stati membri dell’UE (o in Stati aderenti all’Accordo sullo Spazio economico europeo); ovvero

b) se le attività trasferite in Italia o nei predetti Stati erano o sono ivi detenute; ovvero

c) se l’autore delle violazioni, fermo restando l’obbligo di eseguire gli adempimenti ivi previsti, rilascia all’intermediario finanziario estero presso cui le attività sono detenute l’autorizzazione a trasmettere alle autorità finanziarie italiane richiedenti tutti i dati concernenti le attività oggetto di collaborazione volontaria (allegando copia controfirmata di tale autorizzazione).

Nei restanti casi, la sanzione è determinata nella misura del minimo edittale, ridotto di 1/4. […]
di Redazione IPSOA

One thought on “Si sblocca la voluntary disclosure

  1. news bene informate (imposte, sanzioni, anni accertamento, RW, apporti):
    – le imposte per i conti “piccoli” saranno l’1% del controvalore del conto al 31/12 (anche se il conto contiene fondi hedge);
    – i Paesi black listed (Svizzera, Montecarlo, RSM, Liechtenstein, ecc.) avranno sanzione RW di partenza del 3% ma continueranno ad avere il raddoppio dei periodi di accertamento;
    – i nuovi apporti (quelli nei periodi di accertamento aperti) NON vengono inglobati dal forfait, ma devono essere comunque giustificati e tassati (anche con IVA, se dovuta);
    – prevediamo che, in media, i conti black list pagheranno complessivamente tra il 12% e il 15% di costo fiscale del rientro (imposte, interessi, sanzioni).

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