25 Giu

Voluntary disclosure: tutti i dubbi sul rientro dei capitali

La Voluntary Discolusure sembrerebbe finalmente essere prossima ad una svolta. Negli ultimi mesi si sono intensificati i lavori ed i confronti parlamentari per portare alla luce la procedura di regolarizzazione dei capitali detenuti illegalmente all’estero. Cinque sarebbero le novità principali:

  • la forfetizzazione per il calcolo dei rendimenti nel caso d’importi sotto i 2 milioni di euro,
  • copertura penale anche per gli intermediari,
  • estensione della procedura ai capitali occultati in Italia,
  • sanzioni ridotte per i Paesi che aderiranno agli accordi per lo scambio automatico d’informazioni entro il 1 settembre 2014
  • canale agevolato per chi decide di reinvestire in azienda il nero rimpatriato

Fin dal principio, infatti, i punti su cui sono gravate le maggiori incognite erano quelli relativi alle conseguenze penali dell’autodenuncia e alla tassazione dei capitali. Per questo sono state pochissime le adesioni alla fase iniziale della voluntary.

Gli eredi che per esempio intendevano regolarizzare un lascito prodotto da redditi evasi in un periodo non più accertabile e hanno dovuto pagare un costo compreso tra il 12 e il 15%. In tutti gli altri casi è prevalso un atteggiamento attendista. La fase due della voluntary sembra destinata, però, ad avere maggiore successo. Ma sarà veramente così? Ovviamente, per dirlo, occorrerà aspettare il testo definitivo ma, nel frattempo, la riflessione di professionisti e detentori di patrimoni è più che aperta.

Del resto l’obiettivo è di una reciproca convenienza con lo Stato che, è evidente, ha bisogno di fare cassa.

di Milano Finanza

leggi su: http://mobile.milanofinanza.it/newsdet.asp?newsid=201406241240241557

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