10 Lug

Fisco: Per le società esterovestite chance di rientro dei capitali

L’originaria versione della voluntary disclosure faceva esclusivo riferimento ai contribuenti che hanno violato le norme in materia di monitoraggio fiscale degli investimenti esteri ed era quindi rivolta alle persone fisiche, agli enti non commerciali (compresi i trust) e alle società semplici e soggetti equiparati residenti in Italia. L’articolo 1, comma 1-bis, del Ddl 2247 (Causi) licenziato dalla commissione Finanze della Camera prevede la possibilità di avvalersi della procedura di voluntary disclosure anche per i «contribuenti diversi da quelli indicati nell’articolo 4, comma 1» del Dl 167/90 e «i contribuenti destinatari degli obblighi dichiarativi ivi previsti che vi abbiano adempiuto correttamente».
Oggetto della regolarizzazione sono le violazioni degli obblighi di dichiarazione ai fini delle imposte sui redditi (e relative addizionali), delle imposte sostitutive delle imposte sui redditi, dell’Irap e dell’Iva, nonché le violazioni relative alla dichiarazione dei sostituti d’imposta, commesse fino al 31 dicembre 2013.
La disposizione colma una lacuna delle precedenti versioni della norma ed è suscettibile di dare una spinta decisiva al successo del programma di voluntary disclosure. Infatti, sia le società di capitali sia le società di persone residenti che svolgono attività commerciale potranno sanare le proprie violazioni tributarie.
In assenza di tale previsione il socio persona fisica di una società di capitali residente che avesse costituito attività finanziarie all’estero mediante operazioni poste in essere dalla società in cui detiene una partecipazione di controllo (ad esempio operazioni fittizie con l’estero da cui sono derivati costi per la società) e che avesse voluto aderire alla voluntary disclosure sarebbe stato dissuaso dal farlo.
Infatti a fronte della depenalizzazione che avrebbe ottenuto in relazione alle somme possedute all’estero sarebbe rimasto “scoperto” sul fronte dei reati ascrivibili alla condotta della sua società per generare la provvista estera oggetto di regolarizzazione.
L’articolo 1 comma 1-bis consente invece anche alla società di regolarizzare la propria posizione fiscale (la società dovrebbe corrispondere, per esempio, le maggiori imposte derivanti dall’indeducibilità dei costi sostenuti per le suddette operazioni fittizie).
L’ampiezza della formulazione della novella legislativa («i contribuenti diversi da quelli» tenuti agli obblighi di monitoraggio fiscale) è tale da ricomprendere nell’ambito applicativo della voluntary disclosure anche i contribuenti esteri che abbiano commesso una delle violazioni sopra menzionate. […]

 

di Associazione Nazzionale Avvocati Italiani

Leggi su: http://www.associazionenazionaleavvocatiitaliani.it/?p=23780

One thought on “Fisco: Per le società esterovestite chance di rientro dei capitali

  1. Dividendi, rimpatrio penalizzato. Ottimo articolo di Luca Miele sul Sole24Ore di oggi.
    Un tema che affrontiamo spesso quando si parla di voluntary disclosure corporate.

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