07 Ott

Milano, 7 novembre 2014

EMERSIONE  DELLE ATTIVITA’ FINANZIARIE E DEI PATRIMONI DETENUTI ALL’ESTERO :LA NUOVA PROCEDURA DI DISCLOSURE VOLONTARIA REATO  DI AUTORICICLAGGIO E SISTEMA SANZIONATORIO

L’estensione delle coperture per i reati penali, semplificazione degli adempimenti antiriciclaggio e nuove responsabilità per i consulenti fiscali

Ore 9.30 apertura lavori

 

Gli  obblighi di monitoraggio: modalità, adempimenti e Quadro RW della  dichiarazione

  • La legge europea 97/2013
  • L’ambito applicativo della normativa sul monitoraggio a fini fiscali dei flussi transfrontalieri di denaro o altri mezzi di pagamento attraverso gli intermediari
  • I casi di esonero
  • La consistenza delle attività di natura finanziaria e patrimoniale
  • Redditi esteri da assoggettare al prelievo: redditi di capitale, redditi diversi
  • Le nuove indicazioni sulla ritenuta d’acconto

Norberto Arquilla,  dottore  commercialista, Studio  Arquilla

 

Inuovi accordi internazionali sullo scambio automatico delle informazioni tra Amministrazioni finanziarie

Tassazione alla fonte dei redditi provenienti da attività estere: impatti e  adempimenti

  • Intermediari obbligati al prelievo

Trasferimenti  da e verso l’estero tramite intermediari italiani effettuati da  soggetti residenti e non residenti

  • Scambi di informazioni
  • Trasferimenti
  • Ritenute

Gabriele Scalvini,  ufficio  consulenza fiscale, Intesa  Sanpaolo

 

Gli  adempimenti degli intermediari e dei professionisti alla luce del  nuovo contesto normativo e dell’introduzione del reato di  autoriciclaggio

  • L’individuazione del titolare effettivo: obblighi antiriciclaggio e tutela della privacy
  • L’adeguata verifica e il titolare effettivo ai fini della normativa fiscale
  • L’adeguata verifica e i soggetti “interposti”: la procedura corretta
  • Il provvedimento MEF del 31/1/2014 e i casi di segnalazione di operazioni sospette

Mauro Toselloresponsabile  divisione diritto bancario, Martinez e Novebaci Studio Legale

 

ore  13.30 – 14.30 lunch break

 

La  procedura di collaborazione volontaria e  il ruolo dell’UCIFI

  • Modalità per la richiesta di ammissione
  • L’indicazione delle attività finanziarie e patrimoniali detenute all’estero
  • La documentazione da presentare
  • Calcolo delle imposte, delle sanzioni e modalità di versamento delle somme
  • Eventi impeditivi e notifiche di accertamento
  • Attenuazione delle sanzioni relative alla violazione degli obblighi di dichiarazione
  • Utilizzabilità dei dati acquisiti da amministrazioni finanziarie estere

Antonio Martino (*), responsabile  UCIFI – ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali  internazionali, Agenzia delle Entrate

 

Accertamenti  e verifiche dell’Agenzia delle Entrate

  • Verifica delle attività oggetto di voluntary disclosure
  • La presunzione di evasione fiscale a seguito di patrimoni detenuti nei c.d. “paradisi fiscali”
  • Imposte pagate all’estero
  • Il raddoppio dei termini di accertamento e relative sanzioni
  • Investimenti esteri specifici: Polizze Finanziarie e Trust
  • I controlli post-voluntary disclosure
  • La comunicazione UIF del 2 dicembre 2013: schema rappresentativo di comportamenti anomali – operatività connessa con l’anomalo utilizzo di Trust
  • Incrocio con i dati contenuti nell’Anagrafe Tributaria
  • Utilizzo dati AUI: art. 36, VI c., D. Lgs. 231/07

Giuseppe  Malinconico (*),  esperto  fiscale

 

Gli effetti della procedura di collaborazione volontaria e  dell’introduzione della nuova fattispecie incriminatrice  dell’’autoriciclaggio

  • I reati tributari
  • Casi di esclusione della punibilità
  • Casi di attenuazione delle pene previste
  • Il concetto di “collaborazione attiva” in merito alle attività e ai patrimoni esteri non dichiarati
  • Il reato di auto riciclaggio e i casi di attenuazione della pena
  • I reati transnazionali
  • Rilevanza delle presunzioni fiscali in tema di monitoraggio ai fini penali
  • Riciclaggio di denaro proveniente da reati fiscali e societari
  • Consapevolezza della provenienza delittuosa e onere della prova
  • Le nuove responsabilità dei consulenti fiscali

Gaetano  Ruta (*), sostituto  procuratore della Repubblica , Tribunale  di Milano

 

Ore  17.30 chiusura dei lavori

 

 

Per iscrizioni e ulteriori informazioni Tel. 02/36577120 – email: informa@informabanca.it

52 thoughts on “Milano, 7 novembre 2014

  1. Luxleaks: pare che banche italiane, società dello Stato e famiglie importanti potranno dover avvalersi della voluntary disclosure.
    Così almeno si desume dalle indiscrezioni di stampa sullo “scandalo Lussemburgo”.

  2. L’Agenzia delle Entrate punta ”sull’autocorrezione del contribuente e concentrare il contrasto alle frodi e ai contribuenti meno collaborativi”.
    Così il direttore dell’Agenzia delle Entrate, Rossella Orlandi, parlando delle novità previste dalla Legge di Stabilità che modificano il ravvedimento operoso e la dichiarazione integrativa.

  3. A breve le banche di San Marino potranno operare in Italia come ogni altra banca extraUE.
    La legge di ratifica e esecuzione dell’Accordo tra Italia e San Marino (l. 160/2014) e’ stata pubblicata ieri in Gazzetta Ufficiale ed è in vigore dal 5/11/2014.

  4. Un altro quesito tipico e’ legato all’euroritenuta o alle altre imposte estere pagate sui patrimoni oggetto di voluntary disclosure.
    Solitamente ne viene riconosciuto il pagamento (se provato) ma sarebbe bene avere un chiarimento in Circolare dell’Agenzia.

  5. Legge di Stabilità: la Cgil chiede l’imposta patrimoniale su “grandi ricchezze”.
    Bertinotti, qualche anno fa, considerava “grandi ricchezze” quelle superiori a € 250 mila.
    Comprendeva gli immobili?

  6. Spesso ci viene chiesto se è necessario fornire i dati di chi dispone/riceve un trasferimento.
    Si, rispondiamo.
    E siete davvero sicuri che l’altro soggetto coinvolto non abbia già lui fatto il vostro nome?

  7. prima di avviare un cambio di residenza fiscale, che quasi mai risolve i problemi, analizzate bene il costo effettivo della voluntary disclosure.
    Nel fango fare un passo non sempre fa bene.
    Non ci stancheremo mai di ripeterlo.

  8. Utili esempi di voluntary disclosure sul Sole di oggi. Esempi più corretti rispetto ad altri articoli pubblicati in passato.
    Esempi “di scuola”; nella realtà vediamo situazioni differenti.
    Comunque utili confronti.

  9. ieri bel convegno a Bologna sulla voluntary disclosure; chiede il pubblico se i prelevamenti vanno giustificati. Certo, se l’importo eccede un normale costo della vita.
    Se l’importo è rilevante è bene giustificare a chi è stato dato.

  10. Imposta di successione e donazione dal 4% al 22% entro il 2016, così riportano alcuni quotidiani.
    L’imposta di successione e donazione fa quasi sempre parte dei ragionamenti per impostare la voluntary disclosure.

  11. I 51 Paesi Global forum dell’Ocse hanno firmato ieri a Berlino la fine del segreto bancario, dal 2017 (dati retroattivi al 2015 – mancano due mesi … -).
    I rischi che le disponibilità estere non dichiarate giungano all’orecchio delle Amministrazioni finanziarie è alto, quindi, come non mai.
    Scambio automatico ogni anno (forse in 770) di informazioni su conti, dividendi, interessi ricevuti sottoscrizione di polizze assicurative (sia di privati che schermi giuridici, fondazioni, anstalt, trust).
    Di grande importanza lo scambio relativo ai “titolari effettivi”, elemento spesso in possesso di professionisti esteri.

  12. Le Iene hanno fatto un servizio sulla voluntary disclosure.
    A tratti fatto bene.
    A tratti, invece, la solita provocazione rappresentando situazioni border line.
    Ma il provvedimento complessivamente ne esce molto bene.
    Così come la Svizzera.

  13. il confronto tra “nuovo” ravvedimento e voluntary disclosure è davvero interessante per tutte le operazioni che non hanno rilevanza penale.
    Numericamente sono i casi più diffusi.
    Ma attenzione che in caso di ravvedimento il cumulo giuridico non si può applicare. E, in realtà in poche volte, il cumulo giuridico diminuisce di molto le sanzioni.

  14. Pare che alti dirigenti del Ministero vengano accusati, da Governo e Quirinale, di essere “freddi” sulla previsione di incassare 4 miliardi di euro dalla lotta all’evasione.
    Rossella Orlandi, da poco a Capo dell’Agenzia, invece ritiene l’obiettivo realistico.
    Renzi irritato.

  15. Le voluntary disclosure nascono nel 2009, per merito dell’Ocse, che indirizzo gli Stati aderenti ad un percorso di regolarizzazione, unitamente all’abolizione del segreto bancario.
    La voluntary disclosure non doveva essere un condono come, in effetti, non lo è.

  16. La Svizzera si dice che scambierà i dati dal 2017 ma, in caso di effetto retroattivo, verranno comunicati i dati del 2014; quest’anno, insomma.
    Montecarlo dal 2018 ma, in caso di effetto retroattivo, verranno comunicati i dati del 2015.
    San Marino ha già firmato.

  17. La Corte di Giustizia dell’UE ha detto ieri che è discriminatorio che, in Italia, chi vince in Casinò esteri deve riportare la vincita in dichiarazione dei redditi, mentre chi vince in Casinò italiani non lo debba fare.
    Molto interessante.

  18. Gli intermediari bancari e fiduciari, a nostro avviso, potrebbero accettare da subito le disponibilità da voluntary disclosure, sulla base della presentazione del mandato professionale tra il cliente e il Professionista che cura la pratica di regolarizzazione.
    Anche perché la procedura di voluntary disclosure dura mesi.

  19. Per gli enti di diritto estero “esterovestiti” (trust, fondazioni, società, ecc.) la voluntary disclosure è sicuramente da analizzare, in tutti i casi in cui la cui sede di direzione effettiva dell’entità è in Italia.
    Per ripararsi da contestazione circa la residenza fiscale devono presentare le dichiarazione italiane degli anni ancora aperti di accertamento.

  20. Per le violazioni RW pare rimanere il raddoppio dei termini di cui all’art. 20 del D.lgs. n. 472/1997, previsto dall’art. 12, comma 2-ter, del D.L. n. 78/2009.

  21. Ecofin più morbido rispetto agli accordi che l’Italia chiude con i singoli Stati.
    Questa la nostra impressione.
    Quanto meno sulla decorrenza dell’entrata in vigore.

  22. Giovedì e’ arrivato in Argentina l’elenco di soggetti inclusi nella lista Falciani con collegamento con l’Argentina.
    Molto utile saperlo, anche qui in Italia.

  23. “con un lavoro serio dal punto di vista del capitale può rientrare qualche miliardo ‘pesante’ e anche di imposte parecchia roba” dice Rossella Orlandi: cosa significa?
    Per noi al momento “capitale” significa RW e “imposte” porta a pensare a rendimenti forfettari (cioè irreali).

  24. Copertura penale efficace con la “nuova” voluntary disclosure.
    Ora deve essere chiarito inequivocabilmente se il raddoppio dei termini di accertamento in presenza di notizia di reato tributario si applica oppure no.
    Noi propendiamo per la seconda.

  25. Scontro aperto tra Italia e Svizzera sull’accordo fiscale per far uscire la Svizzera dalla black list.
    Entro primavera 2015 la Svizzera vuole risposte, anche sulla voluntary disclosure e sui lavoratori frontalieri; ma soprattutto sull’accesso delle banche Svizzere in Italia.
    L’Italia invece, a detta del Ministro Padoan, si sente presa in giro.
    Fino ad ora non si è voluto procedere allo scambio di informazioni fiscali senza una voluntary disclosure interna.
    Visti i tempi maturi oramai, l’Italia spera di chiudere l’accordo.

  26. Nei casi in cui la “nuova” voluntary disclosure risultasse più conveniente della “vecchia” si potrà chiedere l’applicazione della legge più conveniente per il contribuente.
    Vale, ad esempio, per il raddoppio del periodo di accertamento per i Paesi black list.

  27. Rimarrebbe invariato il raddoppio dei termini di accertamento ai fini delle sanzioni RW, per i Paesi black list.
    Ad oggi continua ad applicarsi il cc.dd. cumulo giuridico, sebbene con la “strana” interpretazione del software degli Uffici che (alla fine) lo trasforma in un cumulo materiale.

  28. Si punta all’approvazione definitiva del provvedimento sulla voluntary disclosure entro il 17/10.
    L’ultimo periodo a cui retroagire diventerebbe il 2009.
    La sanzione RW per Paesi black list che stipulano convenzioni con l’Italia diventa pari alla sanzione ordinaria per gli investimenti in Paesi white list.
    I raddoppi di sanzioni e di termini di accertamento vengono cancellati.
    Ruolo importante dell’Agenzia e dei Professionisti.

  29. il provvedimento si delinea davvero come una regolarizzazione importante ed interessante.
    Opzione forfait molto cara ma comoda.
    Davvero il mondo è cambiato.

  30. Voluntary disclosure non solo per le persone fisiche ma verrebbero ricomprese le società (per violazioni per imposte sui redditi, addizionali, imposte sostitutive, IRAP e IVA, nonché violazioni 770.
    Si sanerebbero anche le esterovestizioni di società “fintamente” estere.

  31. per il forfait tassazione annua al 27% del 5% di rendimento forfettario sul patrimonio estero, su patrimoni sotto i 2 milioni di euro.
    Sempre che il tutto venga confermato dall’Aula.

  32. La voluntary disclosure fornirà maggior scudo penale e pare che venga eliminato il raddoppio dei termini di accertamento per i Paesi black list.
    Dichiarazione fraudolenta, infedele e i reati di omessi versamenti iva e ritenute non più punibili, neppure in concorso.
    No al raddoppio dei periodi di accertamento se (congiuntamente) gli intermediari esteri si impegnano a trasmettere all’Italia i dati patrimoniali e sia stipulato da parte dello Stato estero (entro 60 giorni dalla data di entrata in vigore della legge) un accordo per l'”effettivo” scambio di informazioni (anche precedenti alla voluntary disclosure – si immagina pari ai 4 o 5 anni precedenti).
    Sarebbe confermato il forfait del 5% di rendimento per i conti “piccoli” (meno di 2 milioni di euro).

  33. Gli importi incamerati dalla voluntary disclosure saranno usati per chi offre lavoro (aumenteranno le deduzioni Irap), per i lavoratori (aumenteranno le detrazioni per redditi assimilati a quelli di lavoro dipendente e le detrazioni per reddito da lavoro dipendente) e per le pensioni.

  34. anche questo è scambio di informazioni: il 9/10/2014 i Ministri dei Trasporti dell’Unione europea hanno approvato lo scambio di informazioni fra paesi comunitari in materia di infrazioni al codice della strada. Per questo motivo le infrazioni commesse in Italia da un automobilista straniero non finiranno più in cavalleria, come accadrà nell’Europa dei 28 a tutte le automobili con targa straniera.

Lascia un commento