06 Ott

Il rientro dei capitali dall’estero unica speranza per tagliare le tasse

Non sarebbe sufficiente il recupero dell’evasione fiscale di 11 miliardi previsto per fine anno. A rischio il rifinanziamento del bonus di 80 euro

Non resta che sperare nella «voluntary discolsure», il rientro dei capitali dall’estero. Se non arriveranno i 5 miliardi ai quali il governo punta con la regolarizzazione dei fondi illecitamente detenuti dagli italiani nei caveau svizzeri e negli altri paradisi fiscali, il fondo per il taglio delle tasse rischia di rimanere vuoto, o quasi. Almeno se si guarda ai soldi che dovrebbero arrivare dalla lotta all’evasione per essere restituiti ai contribuenti onesti, come previsto da una norma inserita dal governo Letta nella legge di […]

 

di Il Gazzettino.it

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9 thoughts on “Il rientro dei capitali dall’estero unica speranza per tagliare le tasse

  1. Causi: “Chi sceglie di non aderire, o di continuare a portare capitali nei pochi paradisi fiscali rimasti, visto che la maggior parte, Svizzera in testa, ha aderito alla convenzione Ocse sul segreto bancario, deve sapere che laddove l’amministrazione finanziaria lo individui non solo sarà perseguito per i reati fiscali ma anche per autoriciclaggio”.
    L’obiettivo “di cassa” è secondario rispetto a quello di riportare in Italia risorse fresche per dare ossigeno alle imprese.
    Il messaggio che vogliamo dare a chi ha somme occultate all’estero è ‘reinvestite sul nostro Paesè “.

  2. Causi: “A chi ha già occultato somme in passato – dice Causi – lo Stato offre la possibilità di una autodichiarazione nominale, non un condono anonimo come Tremonti, che prevede il pagamento di tutte le tasse evase ma consistenti sconti su sanzioni e interessi e sulle pene, ma soprattutto con la possibilità di non essere perseguiti per autoriciclaggio”.

  3. Ieri è arrivato l’ok della Commissione finanze alla Camera sul disegno di legge (AC 2247) per la regolarizzazione delle attività finanziarie detenute illecitamente all’estero.
    procedura per la regolarizzazione in due fasi: istanza di autodenuncia all’Amministrazione finanziaria di tutti gli investimenti e attività di natura finanziaria detenute all’estero (dirette o indirette) e pagamento unico di quanto dovuto entro 15 giorni dalla data fissata per la comparizione.
    Si beneficierà di sanzioni ridotte.
    Possibile aderire alla procedura fino al 30 settembre 2015.
    Testo alla Camera tra il 13/10 e il 17/10.

  4. La Svizzera scambierà i dati dal 2018, con inizio della rilevazione dei dati dal 2017.
    Ai Paesi che daranno libero accesso agli intermediari bancari svizzeri ad operare sul proprio territorio, verrà data la possibilità di ricevere dati fiscali anche precedenti al 2017, all’interno di procedure di Voluntary Disclosure.
    Cos’ stamattina su ItaliaOggi.it

  5. Nessuna via alternativa alla voluntary disclosure.
    Nessuna sanatoria collegata alle trattative bilaterali attualmente in corso tra Svizzera e Italia e nessun accordo “Rubik”.
    La Svizzera, comunque, non scambierà automaticamente i dati fiscali dall’1/1/2016 con i Paesi OCSE.
    Questa la risposta 5-03736 del MEF al question time dell’8/10/2014 in Commissione Finanze, in merito ai chiarimenti sullo stato di avanzamento delle trattative in corso tra Italia e Svizzera in materia di rientro dei capitali detenuti in Svizzera da soggetti residenti in Italia.

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