16 Ott

Pace fiscale – condono – contante – 20%

Si paga il 20% di quanto regolarizzato.
Al massimo 100 mila euro per anno e comunque non di più del 33% del reddito dichiarato nell’anno precedente.
Si possono ripresentare le dichiarazioni aperte ma al massimo quella del 2016. Il 2017 è fuori.
Si paga ad aprile e maggio 2019.

04 Apr

Panama Papers

Le notizie riportate in questi giorni su tutti i giornali del mondo sui Panama Papers, documenti trapelati da Mossack Fonseca portano nuovamente in primo piano il tema della voluntary disclosure e dei capitali detenuti nei paradisi fiscali come  Panama.

Da oltre un mese abbiamo iniziato valutare la situazione e per qulcuno siamo già riusciti a presentare l’autodenuncia. Oggi è molto importante agire velocemente prima delle verifiche e successive contestazioni del fisco incappando in sanzioni nel reato di autoriciclaggio.

Contatta i nostri esperti per una prima valutazione ed avere maggiori informazioni.

25 Apr

Banche svizzere, appello all’autodenuncia

Tappeto rosso per uscire dalla banca. Da quella stessa banca che, anni orsono, stendeva il tappeto rosso alla porta d’entrata. Qualche cliente lo ha appreso per lettera; tanti verbalmente, dal proprio consulente: «O fate l’autodenuncia fiscale a casa vostra, oppure vi chiudiamo il conto e vi facciamo spedire l’assegno a casa». Si parte con la moral suasion. Poi qualcuno aggiunge: «Altrimenti facciamo una segnalazione antiriciclaggio». Con i clienti americani e tedeschi ha funzionato: complessivamente quasi 50mila autodenunce a Washington, oltre 13mila a Berlino solo nel primo trimestre di quest’anno. Con gli italiani, invece, in attesa della legge sull’autodenuncia fiscale, la confusione è totale.
Qualche fiduciaria torna a offrire “conti piscina”, che saranno immancabilmente scoperti. Qualche assicurazione continua a offrire polizze vita “alla brianzola”, malgrado che anche queste stiano finendo nel tritacarne del fisco Usa. E le agenzie viaggio prosperano: per Dubai, Israele, le Seychelles e simili […]

 

di Paolo Bernasconi – Il Sole 24 Ore

Leggi su: http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/accertamento-e-contenzioso/2014-04-24/le-vbanche-svizzere-ostacolano-inutilmente-prelievo-contanti-200723.php?uuid=ABgdXYDB

14 Apr

L’incertezza frena il rientro dei capitali

Il governo è al lavoro sulle nuove norme per l’autodenuncia. I dubbi di chi possiede un’azienda

In attesa che il governo Renzi chiuda l’accordo con la Svizzera per lo scambio di informazioni su chi ha capitali nelle banche elvetiche, il ministero dell’Economia sta mettendo a punto l’altro tassello fondamentale per far ritornare in Italia i soldi detenuti all’estero e su cui Roma spera di incassare 8 miliardi entro il 2015: il disegno di legge sulla “voluntary disclosure”, ovvero il rientro volontario dei capitali esportati illegalmente, che colma il vuoto lasciato dalla non conversione in legge del decreto promosso dal governo Letta.

“È probabile che il nuovo provvedimento contenga qualche differenza rispetto al primo, per esempio allargando la casistica dai privati alle aziende” spiega Sebastiano Stufano, socio fondatore dello studio Stufano, Ortello, Gigantino di Milano e, come i suoi due partner, ex ufficiale della Guardia di finanza. “Il decreto prevedeva che chi ha capitali all’estero non dichiarati potesse regolarizzarli pagando una sanzione ridotta ma versando l’imposta piena. Le novità” aggiunge Stufano “potrebbero riguardare anche questo punto, chiarendo meglio l’aspetto fiscale”. Il risultato è che chi ha approfittato del primo decreto per regolarizzare la propria situazione rischia di pagare di più rispetto a chi aderirà alla nuova versione. […]

 

Di Panorama

Leggi si: http://economia.panorama.it/soldi/Rientro-Capitali-Estero-Regole-Aziende

03 Apr

Voluntary disclosure: la proposta di legge ignora il GAFI

Le procedure di autodenuncia che si stanno diffondendo in molti Paesi sulla scorta dei lavori dell’OCSE in materia di voluntary tax compliance dovrebbero sottostare a principi stabiliti dal GAFI riguardanti l’applicazione dei normali presidi antiriciclaggio. Tuttavia, la proposta di legge presentata il 31 marzo 2014 alla Camera non ne tiene conto.

In un mondo nel quale il GAFI è considerato ormai l’Oracolo dal quale promana ogni saggezza questo può comportare più problemi che soluzioni.
Le procedure di autodenuncia che si stanno diffondendo fra molti Paesi si allineano a standard formulati da organizzazioni sovranazionali: principalmente l’OCSE e il suo braccio antiriciclaggio, il GAFI. Gli interventi normativi fin qui abbozzati anche in Italia non si discostano da questa tendenza.
Ma c’è un’eccezione. Il disegno di legge (A.C. 2248 del 31 marzo 2014 ) che sostituirà l’art. 1, D.L. n. 4/2014, contiene infatti due parziali esoneri dalla segnalazione delle operazioni sospette. Uno per i professionisti, che vale limitatamente all’esame della posizione giuridica del cliente e all’assistenza nell’intera procedura, e uno per gli intermediari qualora, dopo aver acquisito tutta la documentazione della procedura, essi non rilevino elementi ulteriori e diversi da quelli contenuti nella documentazione acquisita. […]
di IPSOA
05 Mar

MF ANALISI: ecco in quali casi conviene davvero presentare la voluntary disclosure

Sul piano fiscale, la voluntary disclosure, cioe’ l’autodenuncia degli asset detenuti all’estero, prevede la rideterminazione dell’imponibile dichiarato, per cui al reddito calcolato nel Modello Unico originariamente presentato dovranno essere aggiunti, per ciascun periodo d’imposta, gli imponibili conseguiti dalla gestione di quest asset. Ma a chi puo’ interessare questo provvedimento? Dal punto di vista sistematico distinguiamo fra chi abbia un interesse diretto a prendere in considerazione la richiesta di autodenuncia con chi abbia, invece, un interesse indiretto alla presentazione della voluntary disclosure. Nel primo caso, il diretto interessato alla presentazione dell’autodenuncia potrebbe essere: – il soggetto che disponga della documentazione integrale dei rapporti intrattenuti all’estero da presentare all’Ucifi che sara’ l’ufficio finanziario delegato alla valutazione della voluntary disclosure. Si ricorda che la presentazione di documenti falsi o incompleti potrebbe determinare l’avvio di un procedimento penale per il richiedente; – il contribuente titolare di patrimoni “esterovestiti”, conseguiti o gestiti nel corso degli anni, sui quali le possibili azioni di accertamenti sono inibite dallo scadere dei termini di prescrizione. A seconda della localizzazione fisica delle attivita’ e delle sanzioni comminabili, i periodi accertabili decorrono dal 2003 o dal 2005 in avanti; – la persona fisica che contemporaneamente sia titolare di patrimoni esteri che tuttavia non siano mai stati alimentati, anche tramite attivita’ economiche svolte in Italia. Infatti, in caso contrario, l’attivita’ o la societa’ che abbia contribuito alla movimentazione del conto estero potrebbe essere oggetto di una successiva verifica fiscale – penale; – colui che detenga patrimoni e/o beni all’estero e abbia dei redditi imponibili in Italia di scarsa rilevanza con, magari, ampi scostamenti rispetto al calcolo presuntivo, effettuato con lo strumento del redditometro. In questo caso, il richiedente potrebbe beneficiare di aliquote marginali Irpef contenute e sistemare la propria posizione ai fini del redditometro; – il soggetto che abbia ricevuto in eredita’ dei patrimoni finanziari consistenti che siano da regolarizzare, al fine di permettere il loro rientro fra i confini italiani; – la persona che gestisca dei patrimoni, solo ed esclusivamente, tramite investimenti di natura finanziaria dove, in questo specifico caso, a seconda dei periodi d’imposta, la tassazione avvenga con imposte sostitutive e/o con ritenute a titolo d’imposta. Esistono poi alcuni casi in cui e’ necessario e conveniente effettuare la voluntary disclosure poiche’, magari, un terzo abbia segnalato, all’interno della propria autodenuncia, delle movimentazioni finanziarie e economiche, a beneficio di un’altra persona fisica, la quale quindi dovra’ a sua volta presentare la disclosure per beneficiare delle agevolazioni previste all’interno del noto provvedimento. […]

13 Feb

Voluntary disclosure prête a porter

Pronta la documentazione, non definitiva, per avviare le pratiche di autodenuncia. Ecco la documentazione

Il Belpaese esige capitali e, con la voluntary disclosure, fa sul serio. L’Agenzia delle Entrate è stata sorprendentemente celere e ha già caricato on-line la modulistica utile agli evasori fiscali “pentiti” per rimpatriare i beni finora celati al fisco. L’Agenzia precisa che la versione della documentazione non è ancora quella definitiva, tuttavia fornisce una chiara idea dell’iter che chi decide di autodenunciarsi debba seguire […]

 

di ticinofinanza.ch

leggi su: http://www.ticinonews.ch/ticino-finanza-news/192109/voluntary-disclosure-prete-a-porter