20 Mar

Rientro capitali in Svizzera, il governo Renzi spera di incassare 8 miliardi di euro

La voluntary disclosure resta un elemento importante per le finanze italiane anche col governo Renzi.

Con la voluntary disclosure, ovvero la procedura di rientro dei capitali all’estero in conti correnti, conti deposito o altro non dichiarati al Fisco italiano, il governo di Matteo Renzi (come prima quello Letta) spera di trovare qualche miliardo da utilizzare per diverse misure importanti. In particolare, con il rientro dei capitali in Svizzera potrebbe incassare fino ad 8 miliardi di euro in due anni che andrebbero a confluire nel necessario “tesoretto” per le coperture finanziarie del tanto discusso Jobs Act.

Questo è quanto trapela negli ultimi giorni a proposito dell’accordo Italia-Svizzera sullo scambio di informazioni fiscali, che sta subendo un’accelerazione e che potrebbe venire firmato a breve.

Fino ad un mese fa c’erano infatti sul tavolo delle trattative tra Roma e Berna tre importanti questioni, ovvero la cancellazione della Svizzera dalla “lista nera” italiana, quella del libero accesso al mercato italiano da parte delle banche svizzere, quella del regime fiscale dei lavoratori frontalieri, ora ormai in dirittura di arrivo. […]

 

di Christian Citton – Blasting.News

Leggi su: http://news.supermoney.eu/investimenti/2014/03/rientro-capitali-in-svizzera-il-governo-renzi-spera-di-incassare-8-miliardi-di-euro-0076005.html

 

16 Mar

Rientro capitali dalla Svizzera, più vicino l’accordo tra Roma e Berna

Tesoro al lavoro sugli ultimi dettagli tecnici. Annuncio atteso “tra pochi giorni”. Previsto un gettito di 8 miliardi di euro nel biennio

 Il governo di Matteo Renzi sta per annunciare il suo primo vero colpo: l’accordo sullo scambio di informazioni fiscali con la Svizzera. Al Tesoro – spiegano al Fatto Quotidiano una fonte governativa e una di maggioranza – stanno ultimando gli ultimi dettagli tecnici sul testo che verrà formalizzato a breve. Quando? “Tra qualche giorno e con questo intendo dire veramente pochi giorni”, è la replica esatta. L’accordo con la Confederazione elvetica è stato, infatti, croce e delizia degli ultimi due governi: tanto Mario Monti che Enrico Letta avevano lavorato in questa direzione e il secondo – insieme a Fabrizio Saccomanni, che curava il dossier – ha evidentemente fatto un buon lavoro se ora Matteo Renzi si appresta a chiudere la vicenda positivamente dopo poche settimane di permanenza a Palazzo Chigi.

Sembrano risolti, dunque, i temi che erano ancora sul tavolo a metà febbraio: la questione del libero accesso al mercato italiano da parte delle banche svizzere, quella del regime fiscale dei lavoratori frontalieri e della cancellazione della Svizzera dalla “lista nera” italiana.

Il secondo atto di questo processo , ovviamente, è la presentazione di un nuovo decreto (o disegno di legge) sulla voluntary disclosure, ovvero sul rientro volontario dei capitali esportati illegalmente all’estero, visto che le norme volute da Enrico Letta sono state stralciate in commissione Finanze della Camera proprio questa settimana: i lavori andavano a rilento e il decreto – in cui hanno trovato posto anche aiuti alle zone terremotate – rischiava di non essere approvato entro la scadenza (il 28 marzo). […]

 

di Marco Palombi – Il Fatto Quotidiano

Leggi su: http://www.ilfattoquotidiano.it/2014/03/16/rientro-capitali-dalla-svizzera-piu-vicino-laccordo-tra-roma-e-berna/915360/

13 Mar

Rientro dei capitali, spunta il bonus del 50%

Mentre l’Italia continua a ripensare le strategie per il rientro dei capitali – con l’abbandono del Dl 4/14 e il deposito, ieri, del secondo Ddl sul tema, sullo sfondo la perdurante assenza di un trattato bilaterale con Berna – la Svizzera accelera ancora sulla strada della trasparenza bancaria, funzionale alla sua aspirazione di uscire dallo status di paese black. Svizzera che, tra l’altro, si avvia a qualificare come reato prodromico al riciclaggio l’evasione fiscale se supera un limite soglia (300mila franchi).
Voluntary, il Ddl Capezzone
Numerosi e “mirati” gli interventi del presidente della Commissione finanze nella sua proposta di legge sulla voluntary disclosure, affondata martedì con il Dl 4/14. Le imposte dovute non sono più integrali, come nella versione originale, ma vengono dimezzate, salve le sanzioni sul monitoraggio fiscale. Il pagamento, poi, può essere rateizzato. Nella depenalizzazione da “disclosure volontaria” entrano, oltre alla omessa o infedele dichiarazione, anche i reati di frode in dichiarazione «con altri artifici» (articolo 3 del Dlgs 74/2000), mentre l’utilizzo di fatture o documenti per operazioni inesistenti (articolo 2) rimane reato, ma con pena ridotta fino alla metà. Il Ddl Capezzone recepisce in toto le richieste delle categorie sul ruolo del professionista e degli intermediari in materia di segnalazioni antiriciclaggio (esenzione totale nell’ambito della procedura di voluntary disclosure). Infine, cade l’effetto domino delle voluntary, considerato che le sanzioni da monitoraggio fiscale colpiscono solo il dichiarante e non eventuali terzi.

di Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore

leggi su http://24o.it/9uYnY

08 Mar

San Marino. Tassa Ecofin anche per polizze e fondi di investimento

I colloqui con la Svizzera per vincere le resistenze  alla riscrittura di Austria e Lussemburgo / Direttiva risparmio vicina al traguardo / Oltre ai conti bancari. Le modifiche mirano a tassare i non residenti per i redditi generati da contratti di assicurazione e fondi di investimento

Sembra essere vicina l’approvazione da parte di Austria e Lussemburgo delle modifiche alla direttiva Risparmio, entrata in vigore nel 2005. L’obiettivo dei cambiamenti è di allargare il raggio d’azione del testo legislativo. Le discussioni si trascinano ormai da anni. I ministri delle Finanze ne discuteranno martedì prossimo durante una riunione dell’Ecofin a Bruxelles. Un accordo dei due Paesi dovrebbe giungere, se non la settimana prossima, al vertice europeo del 20-21 marzo. (…)

Da tempo, Bruxelles e Berna stanno discutendo di un accordo che prevede l’adozione delle modifiche della direttiva anche per parte Svizzera. I colloqui stanno progredendo bene, secondo la Commissione, tanto da convincere Lussemburgo e Austria a un atteggiamento più morbido (si veda Il Sole 24 Ore del 1˚ febbraio scorso). A negoziare lo stesso pacchetto con l’esecutivo comunitario sono anche il Liechtenstein, Andorra, Monaco e San Marino. (…)

 

di Beda Romano di IlSole24Ore

leggi su: http://www.libertas.sm/mobile/cont/news/san-marino-tassa-ecofin-anche-per-polizze-e-fondi-di-investimento/90229/1.html

13 Feb

E il fisco di Dublino «ruba» a Berna le multinazionali

Anche le multinazionali voltano le spalle alla Svizzera. E non c’entra, naturalmente, l’immigrazione, quanto piuttosto le politiche fiscali su cui Berna viene nettamente scavalcata, in termini di attrattività, da Dublino.
L’ultima in ordine di tempo a fare rotta verso “l’Isola di smeraldo” è Yahoo! che, dopo aver già spostato il suo quartier generale europeo a Dublino, ha annunciato che tutti i suoi servizi in Europa, Africa e Medio Oriente saranno d’ora in poi gestiti da una società con sede in Irlanda (si veda Il Sole 24 Ore del 6 febbraio). Le aziende che fanno pubblicità su Yahoo! già da novembre stipulano contratti con Yahoo! Emea Ltd, una società appunto di diritto irlandese; dal 21 marzo anche gli utenti privati di servizi mail o messaggistica si rapporteranno con questa. Finora, invece, i clienti interagivano con le diverse sussidiarie della multinazionale americana – in Francia, Germania o Italia – che a loro volta giravano i ricavi alla filiale svizzera, Yahoo! Sàrl. Il risultato dell’operazione è che Yahoo! di fatto trasferisce l’imponibile da Berna a Dublino. […]

 

di Michele Pignatelli – Il Sole 24 Ore

leggi su: http://24o.it/ZUwJH

01 Feb

«L’emersione volontaria non basta»

«Il meccanismo dell’autodenuncia fiscale è una parte del discorso, ma non può bastare. Ci vuole anche l’accordo Italia-Svizzera». Alfredo Gysi, presidente del cda della banca ticinese Bsi e dell’Associazione banche estere in Svizzera, è una figura di primo piano che segue da vicino i negoziati e ha partecipato in questi giorni a Berna al dibattito del Forum per il dialogo tra Svizzera e Italia, in cui uno dei filoni era quello fiscale.

Perché dice che l’autodenuncia varata dal Governo italiano non basta sul versante dei capitali non dichiarati?
Il Governo italiano si pone l’obiettivo legittimo di far emergere patrimoni non dichiarati ed è interesse anche delle banche svizzere che si vada verso una conformità fiscale. Attendiamo anche l’iter parlamentare del provvedimento. Diciamo comunque già ora che è interesse di tutti che il meccanismo sia il più possibile chiaro e semplificato. La misura non deve essere discriminatoria nei confronti della Svizzera. È un problema che si collega anche alle liste nere italiane: essendovi la Svizzera ancora tenuta, si rischia una penalizzazione per le banche elvetiche e i loro clienti che non esiste per altre piazze finanziarie. È una cosa non giusta, che rischia anche di danneggiare l’efficacia del meccanismo dell’autodenuncia[…]

 

di Lino Terlizzi – Il Sole 24 Ore

leggi su: http://24o.it/pmFJG