05 Giu

Capitali all’estero: se li reinvesti in azienda tasse al 27% e sanzioni ridotte

Capitali all’estero: se li reinvesti in azienda tasse al 27% e sanzioni ridotte. Gli imprenditori che possiedono capitali non dichiarati all’estero potranno farli rientrare pagando le imposte evase con un’aliquota fissata al 27%. In questo modo si vedranno ridurre le sanzioni previste, a patto però che le somme rientrate vengano reinvestite in azienda e tenute lì per almeno 5 anni. La misura, concordata dal ministro dell’Economia Pier Carlo Padoan e il ministro dello Sviluppo Federica Guidi, sarà contenuta in un decreto ad hoc (“Finanza per la Crescita”) che verrà presentato in Consiglio dei Ministri al massimo entro il 20 giugno.

Tutto il decreto punta a favorire il rafforzamento patrimoniale delle imprese. Oltre al rientro agevolato dei capitali all’estero, altri provvedimenti verranno introdotti, come la detassazione (Ires e Irap) del 50% sugli investimenti aggiuntivi in beni strumentali e beni immateriali (brevetti e software) e l’allargamento dei canali di accesso al credito (licenza di prestare soldi anche a compagnie assicurative, fondi di credito e società di cartolarizzazione). […]

 

di Redazione Blitz – Blitz Quotidiano

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26 Mar

Fisco, Gdf: emorragia capitali verso estero, valutare dl rientro

“Continua l’emorragia di capitali” dall’Italia verso l’estero con “importi che cominciano veramente a preoccuparci”. Così il comandante generale della Guardia di finanza, Saverio Capolupo, il quale invita a vedere “come sarà riconfezionato il nuovo decreto” sul rientro dei capitali.

“C’è il rischio – ha detto Capolupo ad un convegno all’Abi – che si faccia il giochetto, come già è accaduto in passato, di trasferire all’estero anche il giorno prima” delle nuove norme i capitali “per farli rientrare il giorno dopo in modo da poterli ripulire”.

 

di TMNews

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12 Mar

Il rimpatrio dei capitali abbandona il decreto

Nelle stesse ore in cui Austria e Lussemburgo annunciano la fine della storica resistenza allo scambio automatico di informazioni fiscali – chiudendo […]

 

di Beda Romano e Alessandro Galimberti

leggi su: http://www.quotidianofisco.ilsole24ore.com/art/accertamento-e-contenzioso/2014-03-11/-rimpatrio-capitali-abbandona-decreto-211035.php?uuid=ABZVvO2

10 Mar

Si sdoppia il cammino della «voluntary disclosure». Cosa cambia per il rientro dei capitali

Il cammino parlamentare della “voluntary disclosure” (decreto legge 4/2014 sul rimpatrio dei capitali detenuti all’estero) si sdoppia. Quattro deputati hanno presentato lunedì una proposta di legge che, pur riprendendo lo spirito e i contenuti fondamentali del decreto 4/2014, li indirizzano su un percorso parlamentare più lungo rispetto ai termini di decadenza del dl, che scade il prossimo 29 marzo. Sulla vicenda non si è però ancora espresso il governo che potrebbe comunque ancora porre la fiducia sulla conversione in legge, considerato che l’emersione dei capitali “in nero” occultati all’estero darebbe gettito immediato stimabile in miliardi di euro.

 

di  Il Sole 24 Ore

leggi su http://24o.it/XpTDG

06 Mar

Rientro capitali, Befera: rafforza fiducia fisco-contribuenti

La procedura di voluntary disclosure (collaborazione volontaria) contenuta nel decreto sul rientro dei capitali dall’estero non contiene alcuna scorciatoia. La «parte più importante» nella partita si gioca sullo scambio di informazioni: il contribuente deve «pensare che non è più tempo».

Il direttore dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera è intervenuto in audizione alla Commissione Finanze della Camera. E ha chiarito: la nuova procedura di emersione o di collaborazione volontaria stabilita dal provvedimento «si presta a porre le basi per il rafforzamento del rapporto di fiducia reciproca tra fisco e contribuente».«La sfida – ha sottolineato – si inserisce in un contesto internazionale in cui sempre più incisivo è l’impegno nella lotta all’evasione internazionale e ai paradisi fiscali» in linea con gli standard globali Ocse. […]

 

di Il Sole 24 Ore –

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24 Feb

Fisco, per Agenzia delle Entrate la “voluntary disclosure” senza autoriciclaggio è moncaFisco, per Agenzia delle Entrate la “voluntary disclosure” senza autoriciclaggio è monca

Senza l’introduzione del reato di autoriciclaggio, lo schema predisposto dal decreto sul rientro dei capitali rischia di essere incompiuto.

Lo ha detto Antonio Martino, responsabile dell’Ufficio centrale per il contrasto agli illeciti fiscali internazionali (Ucifi) dell’Agenzia delle Entrate.

“E’ una tenaglia che nasce monca senza l’autoriciclaggio”, ha sottolineato il funzionario, sottolineando come del provvedimento in questione “ancora non ci siano notizie”.”Mi auguro che venga introdotto”, ha sottolineato Martino, intervenendo a un convegno nella sede del Sole 24 Ore.

Nella bozza del decreto sul rientro dei capitali tramite la cosiddetta voluntary disclosure era prevista originariamente l’introduzione del reato autoriclaggio, poi cancellata dal provvedimento varato dal governo.

Presentando il decreto sul rientro dei capitali, l’allora premier Enrico Letta specificò che tale normativa, che avrebbe dovuto rappresentare una minaccia nei confronti del contribuente infedele, sarebbe stata introdotta in un “pacchetto di leggi contro la criminalità”. […]

 

di Elvira Pollina – Reuters

Leggi su: http://it.reuters.com/article/topNews/idITMIEA1N01L20140224

13 Feb

Paradisi fiscali: l’Italia toglie San Marino dalla «black list»

Dopo una lunga attesa e complesse trattative tra i due stati, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ieri in tarda serata ha firmato il decreto con il quale la Repubblica di San Marino viene espunta dalla “black list” fiscale italiana (elenco contenuto all’articolo 1 del decreto del ministro delle Finanze del 4 maggio 1999).

Si tratta di un passo fondamentale per la piena normalizzazione delle relazioni economico-finanziarie tra i due Paesi. Da parte italiana – si legge in una nota del ministero dell’Economia – vi era piena consapevolezza delle aspettative sanmarinesi ed è stato quindi assegnato carattere prioritario alla valutazione approfondita da parte della amministrazioni competenti, di tutti gli elementi che rilevavano al fine del percorso di eliminazione di San Marino dalla “black list”. Elemento determinante per la valutazione italiana è stata la ratifica, il 3 ottobre scorso, della “Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali”, nonché la realizzazione di numerosi interventi di adeguamento sostanziale del quadro normativa sammarinese ai più avanzati standard internazionali in materia di trasparenza e scambio di informazioni soprattutto in campo fiscale. […]

 

di Giorgio Costa – Il Sole 24 Ore

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