12 Set

Patrimoniale in arrivo per sbloccare la voluntary disclosure

L’avvicinarsi del termine per la nuova legge di Stabilità – che richiede consistenti voci di gettito – e la necessità di fare uscire dall’impasse in cui è finito il progetto di voluntary disclosure, portano il governo a ricalibrare in senso maggiormente pragmatico il progetto di collaborazione volontaria sul rietro di capitali deteneuti all’estero. Fare cassa con la voluntary disclosure attuale appare sempre più arduo, così si fa strada l’ipotesi di ripensarla tramite l’aggiustamento di uno sconto sulle imposte, una sorta di patrimoniale sui beni all’estero.

PREVISIONI – Secondo diversi studi e calcoli in merito, uno sconto sulle imposte potrebbe ‘spingere’ a rientrare in Italia circa 15 miliardi di euro con un’aliquota media del 30%. Obiettivo del governo sarebbe dunque arrivare a circa 5 miliardi da scrivere fra le voci in entrata. […]

 

di QuiFinanza

Leggi su: http://www.quifinanza.it/8798/tasse/patrimoniale-in-arrivo-per-sbloccare-voluntary-disclosure.html?refresh_ce

09 Apr

Voluntary, si riparte a settembre

Il presidente del Consiglio Renzi promette il rientro dei capitali dopo l’estate. Senza sconti sulle imposte come nei precedenti scudi fiscali.

La “voluntary disclosure”, cioè il provvedimento di rientro dei capitali, sarà rivista e aggiornata entro settembre 2014, secondo il Documento economico finanziario (Def) approvato ieri dal governo Renzi. Con un particolare importante: non ci saranno sconti sulle imposte che erano stati applicati nei precedenti “scudi fiscali” che avevano consentito il rientro in Italia di capitali che i nostri concittadini avevano illegalmente all’estero. Lo sconto, infatti, riguarderò solo le sanzioni e le “protezioni” per alcune violazioni penali, ma non ci sarà alcun abbattimento d’imposta. Potranno essere sanate solo le violazioni commesse fino a fine 2013 e la finestra temporale per la “collaborazione volontaria” dell’evasore si dovrà chiudere entro settembre 2015.[…]

 

di Andrea Giacobino – Bluerating.com
Leggi su: http://www.bluerating.com/mercati/226-di-la-tua-andrea-giacobino/32672-voluntary-si-riparte-a-settembre.html

28 Mar

Rientro dei capitali, imposte dimezzate

Approvazione “lampo” e senza sorprese, ieri pomeriggio in Senato, della conversione in legge del Dl 4/2014, nato come “rientro dei capitali” ma diventato altro in corso d’opera.
L’Aula ha approvato in via definitiva con 164 sì, un no e 33 astenuti la conversione del Dl ex “voluntary” – non senza polemiche con la Camera, che ha blindato il testo consegnandolo a pochi giorni dalla scadenza – mentre la maggioranza preannunciava un binario ultra-accelerato per il nuovo Ddl sul rimpatrio del “nero” estero.
Nelle pieghe dell’iter, che pare prenderà avvio già dalla prossima settimana, sembra esclusa l’ipotesi di tassa forfait sui rientri, almeno nel provvedimento in entrata, che replica abbastanza fedelmente l’impianto della ex voluntary.
Le differenze starebbero nelle imposte dovute, non più integrali come nella versione originale ma dimezzate, salve le sanzioni sul monitoraggio fiscale. Il pagamento, inoltre, potrebbe essere rateizzato, mentre nel Dl 4 era previsto in unica soluzione.
Nella depenalizzazione da “disclosure volontaria” entrerebbero, oltre alla omessa o infedele dichiarazione, anche i reati di frode in dichiarazione «con altri artifici» (articolo 3 del Dlgs 74/2000), mentre l’utilizzo di fatture o documenti per operazioni inesistenti (articolo 2) rimarrebbe reato, ma con pena ridotta fino alla metà.
Novità anche in materia di segnalazioni antiriciclaggio, con l’esenzione totale per professionisti e intermediari nell’ambito della procedura di voluntary disclosure. Cade inoltre l’”effetto domino” delle voluntary, con le sanzioni da monitoraggio fiscale che colpirebbero solo il dichiarante e non eventuali terzi. Monitoraggio fiscale che, tra l’altro, perde i “minimissimi”, considerato che con un emendamento recepito dalla legge approvata ieri, vien meno l’obbligo di segnalazione nel quadro RW di depositi e conti correnti inferiori a 10mila euro nel corso del periodo di imposta.
La reintroduzione della soglia, abrogata con la legge comunitaria (6 agosto 2013), potrebbe tornare però in discussione, considerato che, secondo lo stesso dossier del Senato, «potrebbe incentivare comportamenti elusivi in riferimento ai rapporti tra soci e società di persone». Di dubbia legittimità Ue sarebbe inoltre la mancata distinzione tra paesi black e paesi white list. […]

 

di Alessandro Galimberti  – Il Sole 24 Ore

Leggi su: http://iusletter.com/rientro-capitali-imposte-dimezzate/

 

 

 

 

 

01 Feb

Una manovra a tenaglia per convincere gli evasori

Il cerchio si sta stringendo. Le dichiarazioni rese, pressoché in contemporanea, dal ministro delle Finanze Fabrizio Saccomanni, l’altro ieri in visita in Svizzera, e dal direttore dell’agenzia delle Entrate, Attilio Befera, all’incontro di Telefisco, disegnano una medesima strategia, ispirata a un evidente cambio di passo nella lotta all’evasione e alla detenzione illegittima di capitali all’estero. Nelle intenzioni appare chiara la volontà di abbandonare definitivamente la stagione in cui il contribuente infedele veniva blandito con significativi benefici (un costo molto contenuto della procedura di rientro dei capitali all’estero oltre che l’anonimato) per convincerlo ad aderire alla regolarizzazione della propria posizione. Benefici significativi e sconti generosi, che, sebbene accompagnati dalla recrudescenza degli strumenti di contrasto, costituivano indubbiamente il principale incentivo all’adesione dei contribuenti. La nuova direzione è invece nel senso opposto, ispirata come sembra all’idea di abbandonare la tattica della carota per concentrarsi solo sul “bastone”. La voluntary disclosure introdotta con il Dl 4/2014 non prevede quasi nessuno dei benefici che accordava la procedura di rientro dei capitali disciplinata dal Dl 78/2010: non c’è l’anonimato; c’è l’obbligo di dichiarare tutte le attività detenute all’estero nonché i mezzi con cui sono state formate; è stabilito il pagamento integrale delle imposte sulle somme che risultano evase, con le relative sanzioni; si esige il pagamento delle sanzioni per l’omessa compilazione del quadro RW.

 

di Andrea Carinci – Il Sole 24 Ore

leggi su: http://24o.it/ZM7hj

31 Gen

Perché tanti pregiudizi sulla voluntary disclosure?

La voluntary disclosure non è un condono né uno scudo fiscale: mette in chiaro le cose con il fisco

Il messaggio che emerge in questi giorni leggendo la stampa nazionale è che la cosiddetta voluntary disclosure sia una forma di condono, che consente a chi ha detenuto irregolarmente capitali all’estero di sistemare la propria posizione con il fisco pagando una sanzione pari a circa il 12% del capitale, cinque punti in più di quanto previsto dall’ultimo scudo fiscale (7% per le ultime adesioni). Non è così. La voluntary disclosure, così come prospettata dal disegno di legge licenziato dal Consiglio dei Ministri del 24 gennaio 2014, prevede un trattamento premiale per chi si autodenuncia al fisco, mettendo in chiaro la propria posizione e accettando di pagare le imposte evase, con le relative sanzioni e interessi […]
di Massimo Caldara – Linkiesta
10 Gen

Prada: Informare il PM è un atto dovuto, non ci sono altre verifiche fiscali in corso

Il gruppo Prada ha pagato tutte le imposte dovute in base ad un atto volontario, non sono in corso ulteriori verifiche, anche se la normativa prevede l’obbligo di comunicazione all’autorita’ giudiziaria. E’ quanto afferma all’ANSA il direttore centrale dell’accertamento dell’Agenzia delle Entrate Salvatore Lampone.

Lampone risponde cosi’ ad alcune ricostruzioni giornalistiche relative ad una presunta indagine in corso nei confronti del Gruppo Prada – il Gruppo controllato da Prada S.p.A. quotata alla Borsa di Hong Kong.

”Le procedure di accertamento relative ai soci di controllo del gruppo Prada – afferma Lampone – iniziate a seguito di una voluntary disclosure attivata dagli stessi azionisti di controllo del gruppo, si sono positivamente concluse con il pagamento di tutti i debiti tributari, compresi sanzioni e interessi, e non vi sono altre verifiche fiscali in corso da parte dell’Agenzia”. Nonostante questo, spiega il responsabile degli Accertamenti dell’Agenzia delle Entrate, ”la comunicazione all’Autorita’ Giudiziaria competente conseguente agli atti di accertamento e’ un atto dovuto in base alla normativa vigente”. In pratica si attiva automaticamente una procedura giudiziaria penale, che ha il suo corso e avra’ le sue valutazioni, anche se e’ stato il contribuente ad autodenunciare e a pagare tutto il dovuto….

 

Di ANSA

Leggi su: http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/prada-informare-il-pm-un-atto-dovuto-non-ci-sono-altre-verifiche-fiscali-in-69761.htm