28 Mar

Ora il contante dalla Svizzera torna in Italia

La crisi e le voci su un possibile accordo anti-evasori con la Confederazione spingono sempre più persone a rientrare in Italia con ingenti somme in contanti

Se ce lo avessero detto solo qualche anno fa non ci avrebbe creduto nessuno. Il flusso di denaro italiano esportato illegalmente verso la Svizzera ha cambiato strada e sta rapidamente tornando verso il Belpaese.

Come racconta il Corriere della Sera, alla dogana di Como Monte Olimpino – una delle più trafficate tra quelle che regolano il flusso di viaggiatori fra il nostro Paese e la Confederazione Elvetica – sono sempre più frequenti gli episodi di italiani scoperti con ingenti somme di denaro contante che tentavano di riportare in Italia illegalmente.

Dall’anziana signora ottantenne con sessantamila franchi svizzeri in borsetta, all’imprenditore veneto che viaggiava in Jaguar con 61.500 euro cuciti nella fodera della giacca, i finanzieri di stanza al confine hanno dovuto fare gli straordinari. Tra i fermati anche il campione di poker Filippo Candio, beccato mentre trasportava cinquantamila dollari in una busta: ai militari ha raccontato di averli vinti al gioco, ma non è stato creduto. E ancora passeggeri sorpresi sul treno con cifre a quattro zeri nelle mutande, e titoli azionari nascosti nelle valigette ventiquattrore più insospettabili. […]

 

di Ivan Francese – Il Giornale.it

Leggi su: http://www.ilgiornale.it/news/economia/contante-cambia-verso-svizzera-torna-italia-1005665.html

28 Mar

Il traffico di valuta cambia verso I soldi dalla Svizzera all’Italia

Alla frontiera di Chiasso otto casi scoperti nell’ultimo mese:
ma le somme fino a oggi non hanno mai superato i 200 mila euro in contanti

Il bluff, di questi tempi, è andato male persino a un campione di poker professionista. Aveva detto alla Finanza di non avere valuta da dichiarare ma i militari gli hanno sequestrato una busta con 50 mila dollari. Ma prima e dopo Filippo Candio, cagliaritano, nome noto agli appassionati del tavolo verde, la stessa sorte è toccata anche ad altri passeurs in transito al valichi tra Italia e Svizzera che trasportavano soldi di nascosto. Otto sequestri nell’ultimo mese, un ritmo da record, con un sorprendente comune denominatore tra tutti gli episodi: il denaro non stava scappando dall’Italia ma faceva sempre il percorso opposto, dalla Svizzera al Belpaese.

I rotoli di banconote nelle mutande
La rotta del contrabbando di valuta vira di questi tempi di 180 gradi e percorre sentieri fino a poco tempo fa impensabili. Certo, i circa 750 mila euro che nel mese di marzo a Chiasso sono finiti nella rete dei controlli delle Fiamme Gialle rappresentano poca cosa: poca cosa rispetto ai tesori ancora oggi nascosti da correntisti italiani nei caveau delle banche elvetiche (la stima complessiva è di 160 – 180 miliardi) ma poca cosa anche rispetto al bilancio 2013 dei sequestri di valuta.

Gli espedienti a cui i clandestini della valuta stanno facendo ricorso per sfuggire ai controlli sono quelli più conosciuti. Il già citato giocatore di poker li teneva in una normalissima busta e ai finanzieri ha dichiarato che erano frutto di una vincita al gioco (in effetti il profilo facebook di Candio, nei giorni precedenti al sequestro annuncia la partecipazione a un torneo al Casinò di Campione) ma non è stato creduto. Per il resto la galleria dei personaggi pizzicati è piuttosto tradizionale: vi compaiono l’imprenditore veneto che al volante di una Jaguar passa il confine con 61.500 euro cuciti dentro la giacca, il consulente finanziario che ne aveva infilati 170 mila nell’imbottitura del sedile dell’auto, fino a quello che, fermato per un controllo a bordo di un treno, ha dovuto estrarre due rotoli di banconote dalle mutande.
L’ultimo episodio due giorni fa, ancora una volta su un treno, protagonista una donna ultraottantenne che aveva nella borsetta 60 mila franchi svizzeri. Il profilo generale è comunque quello di piccoli risparmiatori – compatibilmente con i numeri della finanza elvetica – generalmente lavoratori autonomi, magari assaliti dal panico per le sempre più insistenti voci di tassazione sui capitali italiani depositati all’estero. […]

 

di Claudio Del Frate – Corriere della Sera

Leggi su: http://www.corriere.it/cronache/14_marzo_28/traffico-valuta-cambia-soldi-svizzera-all-italia-e2e35b16-b640-11e3-ac02-19a792716bb3.shtml

16 Feb

Lotta all’evasione, per i contribuenti più difficile trovare un «paradiso» fiscale

La pressione politica che si è creata contro l’evasione fiscale internazionale nell’ultimo biennio è tale che, a oggi, già 42 Paesi, tra cui l’Italia, si sono impegnati per una rapida adozione dello standard Ocse pubblicato giovedì scorso a Parigi e c’è una forte aspettativa che molti altri a breve possano seguire. Quello proposto dall’Ocse rappresenta, infatti, il primo standard globale per lo […]

 

di Marco Bellinazzo e Davide Rotondo – Il Sole 24 Ore

leggi su http://24o.it/hrCum

13 Feb

In arrivo nuova lista Falciani

La nuova lista Falciani con i nomi di migliaia di presunti evasori fiscali rimasti finora nell’ombra sta per arrivare in Italia. Lunedì scorso, dopo le rivelazioni del Sole 24 Ore, i pm della procura di Torino che seguono l’inchiesta avviata all’inizio del 2010 sono volati a Madrid per incontrare i magistrati spagnoli. Magistrati che custodiscono il nuovo materiale proveniente dagli archivi […]

 

di Angelo Mincuzzi – Il Sole 24 Ore

leggi su http://24o.it/VQbR9

13 Feb

Paradisi fiscali: l’Italia toglie San Marino dalla «black list»

Dopo una lunga attesa e complesse trattative tra i due stati, il ministro dell’Economia Fabrizio Saccomanni ieri in tarda serata ha firmato il decreto con il quale la Repubblica di San Marino viene espunta dalla “black list” fiscale italiana (elenco contenuto all’articolo 1 del decreto del ministro delle Finanze del 4 maggio 1999).

Si tratta di un passo fondamentale per la piena normalizzazione delle relazioni economico-finanziarie tra i due Paesi. Da parte italiana – si legge in una nota del ministero dell’Economia – vi era piena consapevolezza delle aspettative sanmarinesi ed è stato quindi assegnato carattere prioritario alla valutazione approfondita da parte della amministrazioni competenti, di tutti gli elementi che rilevavano al fine del percorso di eliminazione di San Marino dalla “black list”. Elemento determinante per la valutazione italiana è stata la ratifica, il 3 ottobre scorso, della “Convenzione tra il Governo della Repubblica italiana ed il Governo della Repubblica di San Marino per evitare le doppie imposizioni in materia di imposte sul reddito e per prevenire le frodi fiscali”, nonché la realizzazione di numerosi interventi di adeguamento sostanziale del quadro normativa sammarinese ai più avanzati standard internazionali in materia di trasparenza e scambio di informazioni soprattutto in campo fiscale. […]

 

di Giorgio Costa – Il Sole 24 Ore

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13 Feb

E il fisco di Dublino «ruba» a Berna le multinazionali

Anche le multinazionali voltano le spalle alla Svizzera. E non c’entra, naturalmente, l’immigrazione, quanto piuttosto le politiche fiscali su cui Berna viene nettamente scavalcata, in termini di attrattività, da Dublino.
L’ultima in ordine di tempo a fare rotta verso “l’Isola di smeraldo” è Yahoo! che, dopo aver già spostato il suo quartier generale europeo a Dublino, ha annunciato che tutti i suoi servizi in Europa, Africa e Medio Oriente saranno d’ora in poi gestiti da una società con sede in Irlanda (si veda Il Sole 24 Ore del 6 febbraio). Le aziende che fanno pubblicità su Yahoo! già da novembre stipulano contratti con Yahoo! Emea Ltd, una società appunto di diritto irlandese; dal 21 marzo anche gli utenti privati di servizi mail o messaggistica si rapporteranno con questa. Finora, invece, i clienti interagivano con le diverse sussidiarie della multinazionale americana – in Francia, Germania o Italia – che a loro volta giravano i ricavi alla filiale svizzera, Yahoo! Sàrl. Il risultato dell’operazione è che Yahoo! di fatto trasferisce l’imponibile da Berna a Dublino. […]

 

di Michele Pignatelli – Il Sole 24 Ore

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