21 Giu

Maxi-frode tra Lugano e Venezuela

In teoria pensionato in Sudamerica, in realtà evasore fiscale in Italia con maxi-villa al confine

Alle autorità italiane risultava in pensione e residente in Venezuela da 40 anni. In realtà però lui viveva in una maxi-villa a Castellanza, in provincia di Varese e da Lugano gestiva la sua fruttuosa attività imprenditoriale all’estero senza pagare un centesimo di tasse in Italia.  L’uomo è stato rintracciato dai finanzieri di Busto Arsizio che ora gli contestano oltre 5 milioni di euro di evasione fiscale.

Dopo aver spostato la residenza in Venezuela fin dal 1974, il soggetto risultava percepire solo una modesta pensione, dovuta all’attività imprenditoriale svolta prima di “emigrare”. Il  suo importo è tuttavia apparso subito incompatibile con il tenore di vita condotto dall’uomo: quest’ultimo aveva infatti acquistato una prestigiosa villa a Castellanza, oltre ad alcune autovetture di grossa cilindrata con le quali l’autista personale era solito accompagnarlo a Lugano.

Proprio a Lugano erano depositati tutti i proventi delle attività finanziarie detenute all’estero (e mai dichiarate in Italia). Grazie all’evasione fiscale ormai “storica”, l’uomo era infatti riuscito ad affermarsi all’estero come imprenditore, investendo i propri risparmi in attività finanziarie ed immobiliari, diffuse anche negli Stati Uniti, in Florida. Unico accorgimento, accuratamente affinato dall’imprenditore, quello di non fare mai emergere alcun legame formale tra la sua attività e lo Stato italiano.  […]

 

di Corriere del Ticino

Leggi su: http://www.cdt.ch/ticino/cronaca/109251/maxi-frode-tra-lugano-e-venezuela.html

20 Feb

Dimenticati in Svizzera 5mln Ciancimino

Denaro confiscato dopo condanna, segnalato da Procura Lugano

Per quasi 3 anni l’autorità giudiziaria italiana si è dimenticata di farsi ridare dalla Svizzera 5 milioni di euro confiscati a Massimo Ciancimino su un conto elvetico dopo la condanna per riciclaggio e ritenuti parte dello smisurato tesoro del padre, l’ex sindaco mafioso di Palermo Vito. Una dimenticanza che avrebbe potuto far tornare il denaro nelle tasche dell’aspirante testimone di giustizia. La segnalazione del procuratore di Lugano ha evitato che i soldi venissero restituiti.

 

di Ansa.it

Leggi su: http://www.ansa.it/web/notizie/rubriche/topnews/2014/02/20/Dimenticati-Svizzera-5mln-Ciancimino_10113280.html

05 Feb

Voluntary senza sconto

Nessuna fase «no name» nelle procedure di voluntary disclosure («l’Agenzia non fa preventivi»), no alla forfetizzazione dei conti leggeri, approccio «sostanziale e non formalistico» sui doveri di monitoraggio del quadro RW. In un affollato incontro in trasferta – teatro il salone dei Congressi di Lugano, ospite del Centro studi dell’associazione bancaria ticinese – il capo dell’Ucifi, Antonio Martino, ha fornito chiarimenti a ripetizione alla platea di intermediari, bancari, fiduciari e investitori della piazza italofona. «Su procure e deleghe – ha detto Martino, confermando tra l’altro le anticipazioni (si veda Il Sole 24 Ore di ieri) sulla fase di consultazione pubblica dei modelli dichiarativi – terremo un approccio legato alla sostanza dei fatti. Se le deleghe di emergenza dei figli sul patrimonio del padre non sono state esercitate, per noi significa che i figli non hanno l’obbligo di RW. Ma deve risultare chiaro, tutto ciò, dalla documentazione prodotta in sede di voluntary». […]

 

di Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore

Leggi su: http://24o.it/7uZH4

04 Feb

Greco: «Autoriciclaggio sparito dal Dl sulla voluntary? Speriamo nel Dl sicurezza»

LUGANO – «Il reato di autoriciclaggio sparito dal Dl sulla voluntary? Non posso che prenderne atto ma mi auguro che vengano mantenute le promesse di inserirlo nel prossimo Dl sicurezza. Altrimenti.. mi irrito». Il procuratore aggiunto di Milano, Francesco Greco, risponde così al Sole 24 ore a margine del convegno sulla voluntary disclosure in corso a Lugano.

«L’approccio della Commissione da me presieduta sull’autoriciclaggio è stato soft, considerato che abbiamo espunto l’autoreimpiego del denaro ottenuto da evasione fiscale, una fattispecie che avrebbe avuto effetti deflagranti sul sistema del ‘nero’ di imprese e professionisti». […]

 

di Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore

leggi su: http://24o.it/MTxxj

22 Gen

Rientro di piccoli capitali con prelievo a forfait

Nel provvedimento normativo che regolerà la voluntary disclosure in Italia – un decreto legge per il patteggiamento fiscale dei capitali in nero all’estero, pronto e annunciato dalla metà del dicembre scorso ma ancora fermo ai box – spunta anche una versione “light” per capitali (relativamente) piccoli. Allo studio del Mef c’è infatti una procedura standardizzata, ultra–semplificata e con trattamento forfettario che raggiunge l’obiettivo di «costi fissi e ragionevoli» e che – come e più della sorella maggiore – garantirebbe il contribuente da sorprese sul versante penale e quindi dalla retrodatazione dell’accertamento fiscale. Il target dei tecnici ministeriali, a quanto si apprende, è mirato su patrimoni da regolarizzare compresi nella forchetta di 500mila/1 milione di euro, che è poi il grosso della popolazione numerica – ma comunque non di ammontare – dei contribuenti “esterovestiti”. Il vantaggio della “mini–voluntary”, ammesso che passi indenne gli step di approvazione interna, starebbe nella semplicità della procedura e nell’applicazione di sanzioni “a forfait” (applicate su aliquote assimilabili ai rendimenti di capitale, 12,5 o 20%), risolvendo inoltre il problema della compliance fiscale dei piccoli risparmiatori e consentendo infine agli uffici periferici delle Entrate di evitare i problemi di calcolo dei grandi patrimoni (dalla ricostruzione dello storico ai movimenti infrannuali, le aperture di nuove posizioni, il calcolo delle aliquote di rendimento successive alla costituzione del deposito).
L’avanzamento dei lavori del cantiere “voluntary” è stato al centro ieri di una incontro promosso a Lugano da Unione Fiduciaria, non a caso su una piazza finanziaria che già ora sta facendo i conti con un quadro internazionale destinato a modificarne profondamente il dna….

 

Di Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore

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16 Gen

Evasione fiscale, spunta a Madrid una lista con 120mila conti «in ombra», tra cui molti italiani

C’è una “lista Falciani” ancora segreta con i nomi di migliaia di presunti evasori fiscali italiani. Gli elenchi sono custoditi a Madrid e sono nelle mani della magistratura spagnola: secondo quanto risulta al Sole 24 Ore, contengono le identità degli italiani titolari di conti correnti nelle filiali di Montecarlo, del Lussemburgo, di Lugano, di Zurigo e delle Isole della Manica (Jersey e Guernsey) della Hsbc Private Bank rimasti fino a oggi nell’ombra. In tutto si tratta di oltre 120mila conti di presunti evasori italiani e di altri Paesi….

 

di Angelo Mincuzzi – Il Sole 24 Ore

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16 Gen

Falciani: spunta la lista segreta

Si apre un nuovo capitolo sulla ormai famigerata lista Falciani, creata dall’omonimo informatico dell’Hsbc di Ginevra nella primavera del 2010 trafugando dati riservati dell’istituto di credito. La vicenda si complica portando alla luce nuovi file contenenti migliaia di nomi ancora sconosciuti, soprattutto al fisco italiano, di presunti evasori fiscali con conti non dichiarati disseminati off shore.

Questa volta l’odore di intrigo internazionale si fa ancora più acre. Questo pseudo segreto nuovo elenco sarebbe, al momento, gelosamente custodito da circa un anno dalla magistratura spagnola ma alcuni dettagli sono trapelati. Per esempio che i file contengono 121’452 conti non regolarizzati di svariate nazionalità di cui 53’642 aperti a Ginevra, 13’482 a Zurigo, 8’071 a Lugano, 15’488 a Monaco, 13’512 in Lussemburgo, 8’593 a Guernsey e 5’306 nell’isola di Jersey. Senza tener conto di tutti i conti intestati a trust nelle Isole Vergini Britanniche, a società legate alla Hsbc a New York e in Gran Bretagna.

La domanda è: perché solo ora si viene a conoscenza dell’esistenza di un secondo elenco? Probabilmente per questioni politiche. Nel 2010 le autorità francesi consegnarono a quelle italiane solo parte dei nominativi di correntisti appoggiati alla filiale ginevrina del colosso bancario inglese. Tali nomi erano contenuti nel pc sequestrato a Falciani dove, molto probabilmente, erano memorizzati anche altri file relativi a numerose altre filiali della HSBC tenuti, però, celati dai vicino d’oltralpe. Forse all’allora governance Sarkozy risultava troppo scomodo far emergere sgarri di personalità di rilievo. Anche la procura di Torino però, a detto del quotidiano di Confindustria, sarebbe a un certo punto venuta a conoscenza dei file mancanti, svelati dallo stesso Falciani in un interrogatorio risalente al 2010. Dati che i francesi avrebbero offerto ai colleghi italiani i quali inspiegabilmente rifiutarono di accettare. Nomi da tenere nascosti anche in questo caso? Probabilmente si….

 

Ticinofinanza.ch

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