29 Mar

Rientro capitali, la legge non c’è più e hanno aderito soltanto in 200

La voluntary disclosure parte prima – quella cioè legata al decreto legge 4/2014, che scade, relativamente a questo adempimento, il prossimo lunedì – si avvia a chiudere con quasi 200 dichiarazioni all’attivo e con un patrimonio “in attesa di rientro” di alcune centinaia di milioni di euro.

In attesa di dati ufficiali, che l’agenzia delle Entrate non ha ancora diramato, fonti parlamentari fanno trapelare una prima proiezione prudente del bilancio del «rientro volontario». Operazione che, a prescindere anche da alcuni sporadici casi di rimpatrio molto consistenti (30/40 milioni di euro), ha interessato soprattutto il target considerato dagli operatori medio/basso, vale a dire la platea di dichiaranti con disponibilità estere da 500mila fino a 2-3 milioni di disclosure.

Quanto ai profili, si tratterebbe soprattutto di lasciti ereditari e comunque di capitali definiti «stagnanti», cioè risalenti a parecchi anni fa – evidentemente passati indenni anche dagli scudi del decennio scorso – e quindi non gravati per tale ragione dalla parte impositiva in senso stretto (Irpef sull’intero ammontare).Proprio la difficoltà di calcolare l’incidenza del prelievo su ogni emersione auto-dichiarata – incidenza che dipende da decine di fattori legati soprattutto al tempo e al tipo di operazioni estere effettuate – non consente di fare, ad oggi, una stima sulla cifra che il Fisco incasserà da questa prima tornata di rientri volontari. Sul fronte incassi c’è inoltre da segnalare che l’Agenzia ha sinora solo registrato le circa 200 domande presentate, ma fino a quando le norme non avranno preso un assetto definitivo i procedimenti verranno tenuti in sospeso, avendo comunque congelato le condizioni più favorevoli di accesso per il contribuente che si è “prenotato” con le regole che tra poche ore saranno decadute. Regole che sono state in ogni caso messe in salvo in sede di conversione in legge del Dl 4/14, e che comunque troverebbero protezione in una giurisprudenza di legittimità (e anche costituzionale) univoca sul punto. […]

 

di Alessandro Galimberti – Il Sole 24 Ore

leggi su: http://24o.it/CRQhX

12 Feb

Voluntary Disclosure: quando e a chi conviene aderire

Sono già decine i contribuenti, anche noti, che hanno aderito alla disciplina sul rientro prevista dal Decreto Legge 4 del 29 gennaio 2014. Vedana, vice direttore generale di Unione Fiduciaria, spiega a PF i dettagli della legge

La voluntary disclosure è uno dei temi di più stretta attualità: ma la confusione a riguardo è enorme, tra le cicliche polemiche che emergono quotidianamente sui giornali e il rebus riguardante i pro e contro della disciplina e soprattutto l’analisi dei destinatari a cui conviene farvi ricorso. Per fare chiarezza sul tema Professione Finanza si è rivolta a Fabrizio Vedana, vice direttore generale di Unione Fiduciaria spa […]

 

di Cinzia Meoni – Professione Finanza

leggi su: http://www.professionefinanza.com/scheda.php?id=10479

25 Gen

Capitali illegali all’estero: «Rientro senza condono»

NESSUN condono, ma l’opportunità di mettersi in regola riportando volontariamente in Italia i capitali depositati illegalmente all’estero. Chi deciderà di rimpatriare le somme non dichiarate al Fisco pagherà tutta l’imposta dovuta, ma con sanzioni amministrative e penali alleggerite. Inoltre, si sottrarrà «all’aggressione» internazionale dichiarata a più livelli per contrastare l’evasione fiscale. Il premier Letta e il ministro Saccomanni spiegano così il decreto sul rientro dei capitali all’estero, approvato ieri dal consiglio dei ministri.

IL PROVVEDIMENTO prevede per la semplice regolarizzazione che la sanzione sia ridotta di un quarto. La sanzione si riduce invece fino alla metà se il contribuente trasferisce i capitali in Italia o in un altro Paese dell’Unione europea o in Stati aderenti all’accordo sullo spazio economico europeo che consentono un effettivo scambio di informazioni, oppure se si rilascia all’intermediario estero l’autorizzazione a trasmettere le informazioni al fisco italiano. Chi aderisce spontaneamente non sarà perseguibile per omessa o infedele dichiarazione. Per i comportamenti fraudolenti la pena dai 18 mesi ai 6 anni è ridotta fino alla metà. Il rientro volontario è consentito «alle situazioni in essere fino al 31 dicembre 2013 e c’è tempo fino al 30 settembre 2015» per farsi avanti….

Quotidiano Nazzionale

Leggi su: http://qn.quotidiano.net/primo_piano/2014/01/25/1015650-capitali_illegali_estero_rientro_senza_condono.shtml

20 Gen

Milano, 6 febbraio 2014

 MONITORAGGIO FISCALE

              Alla luce degli ultimi provvedimenti normativi

                    VOLUNTARY DISCLOSURE

          Il programma di rientro e le possibilità di adesione

La giornata di approfondimento intende fornire un quadro esaustivo della nuova normativa in materia di monitoraggio fiscale, dell’attività di contrasto agli illeciti fiscali internazionali e del programma di rientro dei capitali dall’estero (Voluntary Disclosure).

Verranno evidenziati soprattutto gli importanti chiarimenti forniti dall’Agenzia delle Entrate con il Provvedimento del 18 dicembre 2013 e con la Circolare n. 38/E del 23 dicembre 2013. Particolare riguardo sarà riservato all’individuazione dei soggetti tenuti agli obblighi di dichiarazione (individuazione del titolare effettivo) alle fattispecie di esonero, ai contenuti del nuovo modulo RW e alle ipotesi e condizioni di applicazione della nuova ritenuta di ingresso del 20%.

 

Ore 9.30 Inizio dei lavori

 

 Gli obblighi di dichiarazione annuale degli investimenti e delle attività estere

  • Soggetti passivi dell’obbligo di monitoraggio
  • Soggetti esonerati
  • Esoneri oggettivi
  • Attività estere di natura finanziaria e patrimoniale
  • Il nuovo modulo RW
  • Esempi di compilazione

 

I nuovi obblighi di sostituzione d’imposta

Sabrina Capilupi – Agenzia delle Entrate

 

 I trasferimenti da e verso l’estero di mezzi di pagamento per il tramite degli intermediari

finanziari e la normativa antiriciclaggio

  • soggetti obbligati
  • operazioni oggetto di monitoraggio fiscale
  • dati oggetto di segnalazione

Vincenzo Errico – Agenzia delle Entrate

 

 Le regole di emersione dei trust e delle strutture analoghe (circolare AE 23/12/2013 n. 38)

Paolo De’ Capitani – Studio Uckmar

 

13.00 – 14.00 pausa pranzo

 

 L’attività di contrasto agli illeciti internazionali ed il ruolo dell’UCIFI

 Il programma di rientro dei capitali detenuti all’estero

  • La determinazione dei redditi e i periodi di imposta interessati
  • Le condizioni oggettive e soggettive di ammissione al programma
  • La richiesta di adesione
  • Gli aspetti sanzionatori

Francesco Maria Figlini – Agenzia delle Entrate / UCIFI

 

Profili penali e regime sanzionatorio

  • Le conseguenze sul piano penale sia per il contribuente, sia per i consulenti ed intermediari finanziari che abbiano collaborato
  • Le ipotesi di auto riciclaggio

Marco di Siena – Studio Legale Chiomenti

 

 Ore 17.30 Termine dei lavori

 

Iside, Istituto internazionale di documentazione economica

Ulteriori informazioni allo 02 55182137 e iside@iside.it o www.iside.it

24 Dic

Sanzione ridotta per il rientro

I chiarimenti delle Entrate. Circolare dell’Agenzia su RW – Taglio della sanzione fino al 50% per la «voluntary disclosure»

Dopo le modifiche apportate alla disciplina del monitoraggio fiscale dalla legge 97/2013 (legge europea 2013) e il Provvedimento del direttore dell’agenzia delle Entrate del 18 dicembre 2013, è stata pubblicata la circolare n. 38 che contiene ulteriori chiarimenti in materia. Le indicazioni fornite nella precedente circolare n. 45/E del 13 settembre 2010 sono sostituite dalla nuove.
La prima parte della circolare si occupa degli obblighi di monitoraggio a carico dei contribuenti e contiene ben 15 esempi per illustrare in quali casi l’obbligo di compilazione del quadro RW ricada anche sulla figura del “titolare effettivo” dell’investimento estero, nell’ambito delle più frequenti architetture societarie aventi tra i soci almeno una persona fisica residente in Italia.
Oltre alla figura del titolare effettivo, gioca un ruolo importante ai fini dichiarativi la residenza della società estera partecipata direttamente o indirettamente dalla persona fisica residente in Italia. Nel caso, infatti, delle società residenti in Stati inclusi nella white list gli obblighi dichiarativi sono ridotti, mentre nel caso di società residenti in stati non inclusi in questa lista gli obblighi sono estesi. Le cd. white list ai fini del monitoraggio fiscale sono contenute nelle due tabelle riportate a pagina 18 della circolare.
La residenza di una società in uno Stato incluso nella white list esonera la persona fisica residente dall’applicazione del meccanismo dell’approccio look through con riferimento agli investimenti (diversi dalle partecipazioni detenute in Stati black list) detenuti dalla società partecipata, obbligando invece il contribuente all’indicazione nel quadro RW del valore della partecipazione. Lo stesso discorso non vale per i trust e gli altri enti simili.
Una volta che la persona fisica italiana è considerata il titolare effettivo del trust estero, dovrà indicare nel proprio quadro Rw tutti gli investimenti detenuti dall’ente, indipendentemente dalla residenza o meno del trust in uno Stato white list, utilizzando in ogni caso l’approccio look through….

 

di Valentino Tamburro – Il Sole 24 Ore

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